Michele Spreghini, il personal trainer dell’immagine sana

Nell’epoca dell’immagine e dell’ipersano molti sognano il fisico perfetto. C’è chi si affida alle diete fatte in casa e allo “jogging estremo” senza ottenere risultati, chi si affida ai “santoni” da palestra di dubbia formazione, chi al chirurgo, chi alle sette e chi ai professionisti qualificati: i personal trainer e agli allenatori, quelle figure che incutono imbarazzo e disagio all’inizio per le loro capacità al di fuori della (nostra) media. Molti ricordano il Sergente Hartman, altri lo fanno perchè fa “figo” altri ancora addirittura seguendo discutibili correnti e ideologie di allenamento o diete estreme. Certo è che forse non è noto a tutti come dietro ad un programma di allenamento ci siano calcoli, statistiche, test e molta attendibilità scientifica, oltre che formazione, professionalità e studio continuo da parte di chi ha come obiettivo il rimetterci in forma. Poi se un professionista preparato rende tutto più leggero attraverso la simpatia la salita appare meno ripida.
Michele “Sprek” Spreghini è istruttore, personal trainer e divulgatore conosciuto e autorevole sul web nella fitness comunity ed è il fondatore di FIT for Dummies, progetto nato per rendere un percorso fatto di ostacoli, fatica e sacrifici come il fitness una continua ricerca serena delle potenzialità del nostro corpo. Parleremo con Sprek del legame indissolubile tra alimentazione e stare bene con il proprio corpo.
Come ci si deve alimentare per controllare il peso?
Le persone cercano soluzioni semplici e magiche come la pozione di Asterix, ma non esistono. La sedentarietà di oggi , non quella di ieri perchè è frutto di una società che cambia e che si rende meccanizzata per buona parte della sua totalità. Non è difficile perdere peso, serve solo tempo e volontà. Bisogna prendersi il tempo che non si era preso prima per volersi bene. Innanzi tutto bisogna prendere coscienza di quello che ci ha portato ad ingrassare, iniziando a controllare i pasti. Per questo è utile farsi un diario giornaliero. Ci fa ingrassare quello che è in più, siamo arrivati all’equilibrio quando il mio peso non sale e non scende più. Quello che ingeriamo lo trasformiamo in energia, è fisica. Ma non deve essere una galera: dobbiamo essere solo consapevoli della quantità energetica di cui necessitiamo per affrontare la giornata. È totalmente dannoso il digiuno per giorni, interrotto da abbuffate…bisogna stare attenti per non cadere nei disturbi alimentari. Poi bisogna consumare prodotti di stagione e fonti alimentari meno lavorate possibile oltre che iniziare a leggere bene le etichette per riconoscere i macro e i micronutrienti e tutti i comparti vitaminici e minerali. L’organismo ha sempre bisogno di energie, non è una questione di metabolismo, dobbiamo fornirgli energie che entrano in circolo subito…ma è una via magistra che richiede tempo.

 

Come si può raggiungere il giusto equilibrio?
Bisogna essere senz’altro meno sedentari e prendersi del tempo per accettarsi per come si è senza paranoie. Tutto parte prima dalla testa: salute, bellezza, scelta delle fonte alimentari adeguate con l’etichetta più corta possibile, il giusto bilanciamento tra grassi saturi che devono essere pochi rispetto al totale lipidico dell’alimento.

Lo stesso discorso vale per gli sportivi di professione?
Innanzitutto bisogna contestualizzare l’attività fisica. Ogni sport fatto a certi livelli varia allenamento e alimentazione, perchè richiede sistemi energetici differenti. C’è chi come Bolt si allena quattro anni per soli 10 secondi di gara, in cui deve dare in massimo per arrivare sul tetto del mondo in uno scatto e altri come i maratoneti che invece corrono per ore…sono sistemi energetici differenti che hanno proprie regole di funzionamento…e poi dipende molto anche dal metabolismo dell’atleta. Sta di fatto che la nutrizione è una cosa sera che segue regole scientifiche sia nello sport agonistico sia in quello amatoriale.

Secondo te una dieta selettiva come quella vegana può essere efficace?
Se si abbraccia uno stile di vita alimentare si devono conoscere tutte le conseguenze. Ci deve essere consapevolezza alimentare. Uno stile di alimentazione non va ghettizzato, ma equilibrato. Non è la dieta in sé che fa raggiungere una forma fisica ottimale, ma il calcolo calorico dato da calorie assunte, necessarie e bruciate. L’apporto proteico vegetale è più povero rispetto a quello animale, ma rimpiazzabile. Conosco e alleno molti atleti natural di body building e non è l’abitudine alimentare che fa.

 

di Deborah Villarboito

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