In Italia la crisi si combatte con il network marketing

Chiunque ne ha, per lo meno, sentito parlare. Con termini diversi, perché non tutti saprebbero dire cosa sia un lavoro strutturato in maniera “unilevel” o “multilevel”, ma solamente perché non sa che sono semplicemente i termini corretti. Lavori, comunque, che puntano tutti alla potenza del network marketing.
Sono tante le aziende che cercano agenti di vendita dei propri prodotti, incaricati a loro volta di trovare persone che decidano di diventare venditori. Una catena lavorativa a cui tante persone hanno accettato di legarsi per avere una soluzione alla disoccupazione e alle entrate mensili troppo misere, a causa delle quali è necessario avere un secondo impiego.
Le aziende che propongono lavori di questo tipo sono tante e delle più disparate: da quelle che propongono integratori alimentari a quelle che producono profumi, da chi vende prodotti dietetici a chi ha cataloghi infiniti di cosmetici, fino ai brand produttori di utensili da lavoro, accessori per la casa, surgelati. Lavorare per queste aziende significa essere pagati in base a quanto si vende: c’è chi, da contratto, intasca semplicemente la percentuale decisa e chi, invece, deve aprire una Partita Iva e diventare quindi agente autonomo.
Le strategie da attuare sono due: la prima è quella di vendere i prodotti dell’azienda, ciò significa creare da zero la propria cerchia dei clienti e cercare di fidelizzarli a sé (tenendo conto che, in zona, ci saranno sicuramente tanti altri agenti alla ricerca degli stessi acquirenti). Una volta acquisiti i clienti, va da sé che saremo maggiormente in grado di proporre loro i “nostri” prodotti se li abbiamo personalmente testati. Motivo per cui un agente è generalmente “costretto” a comprare e utilizzare i prodotti che andrà a vendere: questo significa che, inizialmente, è prevista una spesa da effettuare per l’acquisto in questione.
Oltre agli agenti di vendita, un’azienda uni o mutilevel punta molto ai Social Network: agli agenti è infatti chiesto di mostrare l’utilità o l’efficacia dei prodotti che propone con fotografie e testimonianze positive attraverso e di contattare un determinato numero di persone attraverso i propri canali Facebook o Instagram, sia per incrementare le vendite sia per invogliare altre persone a intraprendere l’attività. È questa, infatti, la seconda strategia prima citata: la ricerca di altri agenti di vendita.
Aziende di questa tipologia sono infatti strutturate in maniera tale che ogni persona possa (e debba) cercare altre persone che facciano il suo stesso lavoro affinché i guadagni di quest’ultime vadano anche alle prime. Va da sé, dunque, che un agente di vendita sia molto più invogliato a cercare persone che lavorino “per lui” piuttosto che vendere prodotti su prodotti, vendite dalle quali ricaverà solo una percentuale.
Nonostante sul Web girino numerose testimonianze negative al riguardo di lavori di questo tipo, c’è anche chi può raccontare un’esperienza totalmente positiva. È il caso di Niccolò Ravanelli, agente di vendita per Amway (una delle aziende uni e multilevel più famose e solide al mondo): «Aziende come quella per cui lavoro io, o tante altre, sono certificate e legalmente valide: impossibile, quindi, parlare di truffa. Purtroppo i pareri negativi arrivano da chi, non comportandosi bene, ha fatto sì che si spargessero voci sbagliate. Ma questo accade in tutti i lavori: ci sono tante altre persone che, come me, possono testimoniare la validità di un lavoro di questo tipo, che non ha nulla di strano o di diverso rispetto a qualsiasi altra attività. Personalmente dal mio impiego ho ricevuto tante soddisfazioni: non esistono, c’è da dirlo, aziende che garantiscono affari straordinari senza impegno, forse è questo che è necessario che si capisca. Ci sono persone, infatti,che pensano di iniziare subito a guadagnare molti soldi senza il giusto impegno e questo crea in loro aspettative sbagliate quindi delusione. Ma, come prima, la colpa non è dell’azienda ma della persona stessa».

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