Mai contro cuore: Quando l’estetica non è apparenza, ma pura essenza

Mai contro cuore: Quando l’estetica non è apparenza, ma pura essenza

3 Maggio 2018 0 Di il cosmo

Primo Levi, a proposito del lavoro, sosteneva che “se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono”. Un privilegio di pochi, insomma, secondo l’intellettuale; e tra questi privilegiati c’è sicuramente Francesca, di cui basta osservare lo sguardo per comprendere l’immensa gioia che la sazia. E che arriva proprio dal suo lavoro.

Incontro Francesca Ragone in un tardo pomeriggio milanese; giunge nel capoluogo lombardo insieme al suo addetto stampa, Clemente Donadio, e alla sua assistente. Francesca è una delle lookmaker oggi più conosciute d’Italia ed è difficile, se non impossibile, non riconoscerla: certo, si potrebbe dire che sia per via dei suoi capelli particolarmente ricci o dell’invidiabile cappotto che indossa. A distinguerla, però – anche tra le vie trafficate di Milano -, è sicuramente il suo atteggiamento. Quello di una donna che ha il desiderio di trasmettere, al mondo circostante, la luce che la abita. E in cui abita. Francesca passa da Milano quando deve registrare una delle puntate di “Detto Fatto”, il programma della Rai di cui è la “Renato’s Angel” di Renato Gervasi. Si parte da qui, per raccontare di lei: da quello che è solamente l’ultimo degli obiettivi che è riuscita a raggiungere. Ma la sua storia inizia prima di questo, molto prima: inizia quando è solo una bambina e, osservando la mamma, capisce che c’è qualcosa di particolarmente importante nella persona che incontra ogni volta che ci si guarda allo specchio. Qualcosa che ha necessità di essere ascoltato, accolto. Comunicato. Qualcosa che arriva dal profondo, che si muove insieme ai battiti cardiaci. Quello che però, si sa, è più difficile da scorgere è tutta la propria parte individuale che non si vede: perché, come insegnato dal “Piccolo Principe” di Saint-Exupery, «l’essenziale è invisibile agli occhi». È per questo che a Francesca succede ciò che è comune a molte persone: mettere a tacere la voce dei propri bisogni per abbandonarsi a una quotidianità che sembra quasi più destinata che scelta. Andare, insomma, contro il proprio cuore.
Nonostante la sua passione per l’estetica, infatti, inizia il percorso universitario in Scienze della Comunicazione, laurea che la porta a svolgere una professione nel mondo del marketing per diverso tempo.
Ma qualcosa non quadra. Qualcosa, dentro Francesca, stride. E non fa sorridere.
«Ma cosa ti manca?». La più superficiale delle domande. Effettivamente niente. Lo ammette lei stessa: «No, non mi mancava nulla. Ed è difficile sia spiegare quello che provi – racconta – sia non iniziare a sentirsi in colpa per quella malinconia a cui non riesci a dare nome».
Poi, a volte, capita che le risposte arrivino da sé. E sono sempre lì: allo specchio. Nel riflesso c’è una ragazza che snatura continuamente i suoi capelli, rendendoli lisci; che nasconde – forse a se stessa – il suo sguardo dietro a numerosi strati di trucco. Come una maschera, dietro la quale difendersi. Come una maschera, per convincersi di avere un’identità: perché è questo che sentiamo di non avere più, quando non ricordiamo improvvisamente chi siamo. Allora lascia tutto: si licenzia e, finalmente, trova il coraggio di seguire quello che ha da sempre amato. Trova il coraggio di dirlo: non tanto agli altri quanto a se stessa.
Inizia a studiare Consulenza d’Immagine, si fa accompagnare dalla make up artist Valeria Orlando in questa nuova avventura, approfondisce tutti i campi del trucco: da quello sposa, al fotografico, al vintage. Segue anche corsi per acconciatura: perché un bel quadro non è completo senza la perfetta cornice. E Francesca, così attenta ai dettagli, lo sa. È proprio durante questo suo percorso formativo che battezza con un nome la passione che le si muove tra gli occhi: Beyouty. Un gioco di parole basato su Be, You e Beauty. E mica a caso. Beyouty perché la sua mission è proprio questa: «Insegnare a piacersi. Per come si è». Può sembrare retorica, ma sarebbe presuntuoso ritenerla tale: chiunque, infondo, sa quanto sia difficile mettere in pratica una delle più basilari condizioni per la serenità individuale. E dopo aver passato anni a cercare di diventare diversa da quella che è, dopo aver dedicato a lungo tempo ed energie a cose che le appartenevano solo in parte, ha deciso di trasformare la sua passione non solo nel suo lavoro ma nella sua vera e propria missione. Quella, cioè, di aiutare le donne a ritrovare se stesse ed esprimere il proprio potenziale. Attraverso il look – il make up in particolar modo -, che diventa strumento. Che elimina da se stesso tutto il pregiudizio della superficialità e si trasforma nel mezzo attraverso il quale scardinare tutti i filtri che ogni donna mette tra sé e la persona allo specchio: eliminarli e, finalmente, raggiungersi. Funziona così il lavoro di Francesca, esattamente come l’esortazione filosofica sopracitata: aiutare le “sue persone” a conoscere se stesse e a diventare ciò che sono. Il trucco, infatti, è solo l’ultimo dei passaggi: prima c’è l’incontrarsi, c’è l’empatia, c’è lo scambio di tutto quel nucleo di emozioni che forma la personalità integrale di un individuo. Che lo distingue, da tutto il resto del mondo. Perché è proprio lì che risiede la bellezza di ognuno: nel suo essere più interiore, più profondo, che lo rende unico. E con Francesca ecco che accade una magia: l’essenziale diventa visibile agli occhi.
I riconoscimenti, certo. Nel 2014 il Primo Premio Nazionale Wedding Total Look Contest Roma International Estetica; nel 2015 il backstage della New York Fashion Week e dal progetto, da lei ideato, “Bellezza senza confini”, seguito da “#Ioamoledonne” nel 2017. Nel mezzo, il ruolo di Key Artist nella riconferma alla New York Fashion Week, il premio Ziwa e la segnalazione come miglior fornitore Wedding dal portale istituzionale Matrimonio.Com nel 2016, anno che si conclude con la creazione di Beyouty Re Wedding. E ancora: la Milano Bridal Week, la partecipazione al 35imo anniversario di Vogue Sposa, la possibilità di curare il look di personaggi di spicco presenti alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il team de Compagnia della Bellezza, la Milano Fashion Week, il Festival Internazionale del Film di Roma. E infine l’obiettivo con cui si è aperto questo racconto-intervista: la chiamata in Rai per il programma Detto Fatto.

I riconoscimenti, certo, dicevamo: ma solo alla fine. Non perché siano meno importanti del resto, ma perché non sono che il risultato di un percorso di vita che Francesca con coraggio ha deciso di intraprendere. Come un frutto maturo da cogliere: che ingiustizia sarebbe, se lo facessimo nostro senza pensare a tutto il lavoro che c’è stato dietro per renderlo così dolce, così desiderabile. Dimenticando l’amore che passa dalle mani di un contadino, che utilizza il suo sapere e la sua dedizione per dare vita a qualcosa che appaghi l’animo altrui. Ed è questo, che fa Francesca: utilizza la sua esperienza di vita affinché chi decide di affidarsi a lei possa ricevere in dono il coraggio che lei, un giorno, ha regalato a se stessa. Il coraggio di conoscere se stessi, di diventare ciò che si è. Di lasciare sia il cuore a indicare la strada da percorrere, senza mai più essere l’ostacolo di noi stessi.
Per vedere pubblicate le vostre storie scrivetemi a sabrina.ilcosmo@gmail.com

di Sabrina Falanga