Salute & Benessere: Allergie e intolleranze, attenzione all’auto-analisi

3 Maggio 2018 0 Di il cosmo

Allergie e intolleranze: un gran parlare, soprattutto negli ultimi anni, al riguardo di cosa fa male e cosa, invece, non è necessario eliminare dalla propria alimentazione. L’allarme, da parte dei professionisti, arriva però al riguardo di ipotetiche patologie derivanti da “auto analisi”.

«Sono sempre più numerose le persone che si presentano nel mio studio dicendomi di essere intolleranti o allergiche a determinati alimenti: il problema è che spesso queste affermazioni arrivano da ipotesi o da esami fatti con metodi molto superficiali. Il rischio – spiega il nutrizionista Massimiliano Ciarmatori – è quello di eliminare dalla propria dieta quotidiana determinati alimenti senza i quali vengono così a mancare nutrienti importanti. A quel punto, sì, che si possono sviluppare patologie o mancanze importanti».

Auto diagnosi: un termine che fa rabbrividire i professionisti del settore. Sono tante le persone che, attraverso informazioni più o meno veritiere trovate su Google o basandosi sul “sentito dire”, si convincono di non poter più mangiare alcuni cibi, convinte che facciano loro male: spesso, invece, i sintomi denunciati sono figli di generali alimentazioni scorrette o, magari, di un altro tipo di intolleranze e allergie non scoperte e che continuano, quindi, a influire.

Una delle intolleranze maggiormente nominate è quella ai latticini: «I latticini, se consumati in grandi quantità, fanno male a qualsiasi individuo e non è un fattore di intolleranza o allergia. È meglio, piuttosto, scegliere determinati alimenti come formaggio di capra o yogurt greco se non ci sono problemi poiché molto proteico: uno degli errori, infatti, commessi da chi fa auto diagnosi su se stesso è quello di fare “di tutta un’erba un fascio”, andando a eliminare del tutto determinati alimenti senza conoscerne la reale sostanza. Per quanto mi riguarda, infatti, non sconsiglio i formaggi stagionati e fermentati».

Altro nutriente che ultimamente c’è tendenza a eliminare dalla propria alimentazione quotidiana è il glutine, anche senza una diagnosi di celiachia o sensibilità alla sostanza: una scelta, questa, che deriva in genere dalla cattiva informazione del Web. E non solo: le diete “gluten free” stanno spopolando in America e alcune celebrità le osannano, al punto da aver fatto giungere il luogo comune del glutine come dannoso a priori. Se c’è il sospetto di essere celiaci, o di soffrire di disturbi a causa del glutine, è bene consultare il medico e sottoporsi a esami specifici perché i non celiaci che scelgono autonomamente di eliminare il glutine incorrono nel rischio di non poter più diagnosticare la celiachia, in caso esista veramente. Inoltre, i prodotti senza glutine non sono dietetici come spesso, invece, erroneamente si pensa.

Un consiglio per quanto riguarda i carboidrati è quello di variarne spesso la natura: scegliere, quindi, anche quelli integrali così come sostituire la classica pasta con riso di diverse tipologie, quinoa, farro, orzo e altri cereali con cui comporre piatti e ricette.
«Un altro alimento demonizzato ingiustamente è il pomodoro – dice Ciarmatori -: è necessario inserirlo in maniera corretta nella propria dieta quotidiana, facendo i giusti abbinamenti ed evitando soprattutto di abusarne». È di abuso, infatti, che il nutrizionista parla in merito a tutte le intolleranze: «Non è un caso se gli alimenti che riguardano la maggior parte dei disturbi siano quelli di cui più usufruiamo: il corpo ha bisogno di una dieta variata, infatti a volte anche quando tratto pazienti con diagnosi mediche di intolleranze e allergie si nota che può essere sufficiente uno “stop” momentaneo di quell’alimento, in modo da ripulire il corpo e disintossicarlo dalle inconsapevoli esagerazioni».

di Sabrina Falanga