Scherma: Chicca Isola, la baby prodigio italiana

Sotto alla maschera un viso pulito e idee chiare. Sogni concretizzati uno alla volta ma con la voglia di arrivare nell’Olimpo dei campioni e scrivere un pezzetto della storia del proprio sport. La figlia d’arte Federica Isola, ormai Chicca per tutti, è appena maggiorenne ma può vantare un curriculum sportivo che lascia sperare bene in quella che è la tradizione italiana della scherma che lascia il segno. Solo negli ultimi mesi si è riconfermata sul tetto d’Europa Under20 e oro nella gara a squadre di spada e nona nell’individuale, ma sempre prima tra le italiane, ai Mondiali Mondiali Cadetti e Giovani di spada di Verona, tutto questo dopo essersi aggiudicata la Coppa del Mondo per la seconda volta consecutiva. Ma cosa si cela veramente sotto questa maschera inconfondibile della nobile arte della scherma? Qualcosa che va al di là della fisicità e della preparazione atletica, perchè non è solo il corpo che fa grande un campione, ma che e soprattutto la testa e “il cuore”.

Quando è iniziata la tua storia nella scherma?
In realtà non mi interessava. Ho iniziato a sei anni perchè già mio padre praticava questo sport e solo quando ho compiuto 10 anni ho iniziato a partecipare a qualche gara. In quei quattro anni mi sono annoiata tantissimo, ma con le prime gare mi sono appassionata perchè riuscivo a vincere.

Alla fine perchè ti piace questo sport?
Questo sport mi piace perchè è individuale. Il successo è solo il mio. In realtà è uno sport particolare, mi piace perchè vado bene. Richiede molta concentrazione, dedizione, passione. Non c’è un motivo particolare, mi riesce bene e basta.

Come vivi le gare a squadra quindi?
Siamo una squadra molto unita, con un legame di amicizia alla base. La gara rimane comunque individuale ed essendo tutte tra le prime cinque al mondo non ci sono mai grossi buchi. Certo ci aiutiamo e affrontiamo.

Con chi ti alleni di solito?
Solitamente mi alleno con Massimo il mio maestro che è anche allenatore in Nazionale, mio padre e il preparatore atletico. Quando ci sono i ritiri e non può esserci il mio maestro, c’è il CT Sandro Cuomo, che venendo dalla scuola vercellese è molto simile a Massimo e quindi alla fine mi trovo bene.

Cosa fa Chicca Isola prima di una gara?
Sono molto scaramantica. Nella mia parte di pedana lascio sempre una felpa di mia madre e prima di salire mi bagno i polsi con la mia bottiglietta d’acqua e mando un messaggio a mio padre con scritto “bacio”…spesso i giudici di gara mi riprendono perchè mi attardo. Poi indosso la maschera e penso solo a vincere. Un altro elemento importante è la presenza di mia sorella: lei è importante come il mio maestro, anche se non ci capisce molto di scherma.

Vista la tua giovane età, cosa comporta una vita da atleta di alto livello?
Ho quasi tutti i fine settimana impegnati e con la scuole era difficile anche se i professori mi hanno sempre aiutata. Non ho tantissimi amici a Vercelli, perchè non esco mai qui. Ne ho di più sparsi per tutta Italia che ho conosciuto grazie alla scherma. Questa vita non mi pesa perchè adesso la mia priorità è il mio sport. Preferisco allenarmi piuttosto che andare in giro a fare aperitivi. Tutto questo sacrificio viene di sicuro ripagato con i risultati.

Qual è il tuo sogno più grande?
L’Olimpiade è il sogno, ma adesso sto pensando ai Mondiali Under20 a Dubai di questo fine settimana (4-6 maggio). Faccio un passo alla volta.
Quale è stata la competizione che ti ha dato l’emozione più grande?
La Coppa del Mondo di Udine del 2015. Avevo solo 17 anni e mi hanno dato la possibilità di fare questa gara come “contentino”…alla fine ho vinto in maniera inaspettata, è stata una sorpresa. Ero molto emozionata ed è stata quella che ha lasciato di più il segno.

Quando sei stata più in difficoltà?
Lo scorso anno. Gli Europei in Bulgaria sono andati male, perchè ero concentrata solo sui Mondiali. A distanza di poche settimane nello stesso posto sono arrivata terza. Lo stato fisico era lo stesso, ma la testa era diversa. È stata la prova di come tutto cambia in base al modo in cui si affrontano le cose. Nel giro di poco tempo il mio atteggiamento è cambiato.

Chi è la tua fonte di ispirazione?
Non ho un idolo…io seguo quello che dice il mio papà Riccardo. I grandi campioni li seguo, ma è lui a darmi la fiducia.

La tua famiglia incide molto sui tuoi risultati?
Io devo ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre appoggiata, senza di loro non ce la farei. È grazie alle parole del mio papà che ho fatto quello che faccio.

di Deborah Villarboito

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