Studenti italiani all’estero: il doppio rispetto al 2006

3 Maggio 2018 0 Di il cosmo

Il 2,9 per cento degli studenti italiani nel 2014 è andato a studiare all’estero. Lo dice il Miur. Nel 2015, però, secondo l’Unesco la percentuale è salita ancora, al 3,1%. Se andiamo al 2006, scopriamo che è aumentata parecchio, è più che raddoppiata (era all’1,5%). Lo fanno perché cercano una formazione internazionale e perché pensano che oltre i confini ci siano più possibilità di occupazione post universitaria.

Il Ministero segnala, comunque, che negli ultimi anni nel nostro Paese sono cresciute le offerte di corsi in lingua inglese. Siamo, però, solo al 12%, ossia 279 corsi su 2.313 di secondo livello. Dove vanno gli studenti italiani? Prevalentemente in Gran Bretagna, Austria, Francia, Germania, Svizzera, Spagna e Stati Uniti. Secondo Omni Admissions, il 42% sceglie il Rewgno Unito, il 26% gli Usa, il 32% resta in Europa. Sceglie di trasferirsi in particolare chi abita nel Nord Italia. Il 65% ha la maturità, il 35% un diploma internazionale conseguito nel 25% dei casi in scuola anglofone e nel 10% dei casi in un liceo francese o in una scuola tedesca.

Per le famiglie italiane, far studiare i figli all’estero è una bella spesa. Le rette annuali costano 9.250 sterline l’anno in Gran Bretagna (finanziabili con prestito governativo), in Scozia siamo a 1.800 sterline (ma gli inglesi pagano 9.250 sterline dopo Brexit). In Olanda, si spendono da 1.984 a 11 mila euro. I bachelor americani durano quattro anni, in Europa tre. Fate un po’ i conti. Senza dimenticare che bisogna aggiungere vitto e alloggio.

Quali facoltà scelgono gli italiani che vanno all’estero? Business Administration, scuole di management, Lingue. Per le facoltà umanistiche, si va a Leiden, in Olanda, per le Relazioni Internazionali a Maastricht. Sono trendy i corsi ‘combined’, che permettono allo studente di costruirsi un piano di studi ad hoc. Al top Ppe (Philosophy, Politics, Economics) di Oxford, St. Andrews (in Scozia) e King’s College di Londra, nonché PPLE (Philosophy, Politics, Law, Economics) di Amsterdam.

di Alessandro Pignatelli