Zime, l’Albania e l’amore per la cucina italiana

A 24 anni ha cambiato vita. Paese. Abitudini. Zimi oggi di anni ne ha 37. Si è trasferita in Italia, dall’Albania, perché qui c’era già suo marito: “Mi diceva di raggiungerlo e alla fine l’ho fatto. Un anno e mezzo dopo che lui era venuto nel vostro Paese”.
Ha preso il figlio e l’ha portato in Italia, Zimi. Sbarca il lunario facendo pulizie, lei. Ma è felice della vita da noi, probabilmente ha trovato ciò che sperava. “L’Italia mi piace tantissimo. La cucina? Non ne parliamo neanche, è buonissima”. Anche gli amici sono tanti: “Qui ci sono parecchi connazionali, ci si fa compagnia”. Un classico che chi vive in un’altra nazione: legare con chi è più vicino alla propria cultura.
L’Albania è un ricordo piuttosto lontano, oggi: “Non ci tornerò, non credo. E non lo farà neanche mio marito, perlomeno spero”. Ha ricordi della guerra Zime, anche se non vividi: “Un po’ l’ho vissuta”. E tanto è bastato per non avere nostalgia di casa sua. Del resto, se si tratta di guerra civile, è anche peggio. E l’Albania questo ha dovuto sopportare alla fine degli anni ‘90. Zime è venuta a stare nel Nord, in Piemonte. Nonostante il clima non sia proprio il massimo, è un problema secondario. Tra l’altro, nel suo lavoro Zime è bravissima, come ammette chi la conosce e chi l’ha voluta per darle una mano in casa. Ma in Albania cosa faceva? “Nulla, non avevo un lavoro”. Si è messa alla prova. L’ha superata. Anche grazie alla famiglia, molto unita. Non guadagnerà quanto forse avrebbe voluto quando è venuta a stare in Italia, ma in fondo sapeva anche che avrebbe potuto comunque fare affidamento sul marito, già inserito quando lei è arrivata. Il salto nel buio, in questo modo, è stato un po’ meno complicato.

di Alessandro Pignatelli

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