Angeli a quattro zampe: i cani guida che ridonano la vita

10 Maggio 2018 0 Di il cosmo

«Dare un cane guida a un non vedente vuol dire ridargli non solo un paio di occhi ma soprattutto la vita e la simbiosi che si va a creare tra il cane e la persona è unica. Io non li chiamo cani ma “angeli a quattro zampe”». Così presenta il lavoro di “Servizio Cani Guida dei Lions di Limbiate” il presidente Giovanni Fossati, che spiega:«Addestriamo all’anno circa 50 cani guida e ne contiamo 2130 consegnati. Quando consegniamo i cani, seguiamo per tutta la vita il non vedente per garantire un accompagnamento perfetto e per assicurarci del benessere stesso del cane. Abbiamo una lista di attesa molto lunga, con 150 richieste, ma stiamo facendo di tutto per accorciare i tempi». Dal 1959 un lungo e virtuoso percorso in favore della comunità. Il fondatore Maurizio Galimberti, ingegnere aeronautico, pilota dell’aviazione da caccia durante la Seconda Guerra Mondiale, rimase vittima di un gravissimo incidente di volo che lo rese totalmente cieco. In Germania acquistò un cane addestrato per la guida dei non vedenti, che gli garantì un certa autonomia di vita. Tornato in Italia si impegnò nella fondazione di un nuovo centro: nel 1959 nacque il Servizio Cani Guida dei Lions. Da qui un percorso in continua crescita, che conta 25 mila metri quadrati dedicati all’allevamento e addestramento dei cani guida:«Siamo una Onlus Ente Morale, quindi non facciamo fatturato e siamo sostenuti per il 55% circa da donazioni come moltissimi lasciti di persone che non ci sono più. Il tasso di gestione di tutto questo è molto alto, abbiamo anche 16 dipendenti, chiunque voglia aiutare è ben accetto. Ci seguono in molti perchè facciamo un lavoro fatto bene». Tanto è meticolosa la preparazione del cane quanto è attenta l’assegnazione della stessa al non vedente, poiché si tiene sempre conto delle caratteristiche fisiche del destinatario e dell’affinità che può nascere. I cuccioli seguono un percorso particolare che li tiene sotto controllo e verifica per mesi: «Abbiamo un allevamento interno e l’iter prevede che i cuccioli siano dati a tre mesi a famiglie, le “puppy walker”, che li crescono fino all’anno di età e che poi li riportano da noi per l’addestramento. Dopo la certificazione per l’idoneità si inizia con un primo periodo di addestramento con percorsi ad ostacoli seguita poi dall’esperienza in città per abituare il cane alle attività quotidiane del non vedente. Il tutto dura in media 6/7 mesi». Quello che questi cani ben addestrati e caratterialmente predisposti donano è sempre indescrivibile:«Vedere questi angeli a quattro zampe in azione è sempre commuovente: una volta ho seguito una persona non vedente e il suo cane durante il cammino di Santiago de Compostela ed è stato veramente toccante vedere il cane pellegrino stare sempre vicino al suo assistito. Ogni volta che vedo uno dei nostri angeli in azione sono orgoglioso di essere il presidente di questa associazione».

di Deborah Villarboito