Benvenuti al Centro: Roma e Milano, quando la dimensione non è tutto

10 Maggio 2018 0 Di il cosmo

Qualche mese fa mi è capitato di leggere una lettera inviata a Beppe Severgnini, sul Corriere della Sera. Si parlava di …dimensioni. Sì, ma niente a che fare con l’anatomia maschile, anche se forse qualche riferimento si può sempre trovare. Si parlava, tanto per cambiare, di Milano e di Roma. Due città tanto diverse, ma che pretendono di possedere la palma di metropoli migliore d’Italia.
Certo, se scomodiamo la storia, non c’è per l’appunto storia: Roma sbanca. E pure a livello di bellezze naturali, non c’è che da inchinarsi davanti alla Città Eterna. Poi, chiaro, la bellezza sta negli occhi di chi guarda e magari qualcuno preferisce i grattacieli moderni al Colosseo. Ma, dicevo in apertura, che nella lettera si faceva riferimento a come Milano e Roma si facciano la guerra come quei maschi che giocano a chi ce l’ha più lungo (e qui si parla proprio di anatomia maschile). Dal grattacielo all’albero di Natale. Sulle dimensioni complessive, ancora una volta, Roma fa la voce grossa: 1.287 km quadrati contro i 181 di Milano.
Ma proprio questa enorme differenza ha prodotto un risultato, che Milano si è ingegnata per crescere verticalmente. Con palazzi che paiono voler baciare il cielo. Roma ha invece proseguito a crescere orizzontalmente, finendo per inglobare zone vicine che prima erano staccate. Geograficamente parlando, dunque, Roma ce l’ha più lungo, ma a Milano si alza maggiormente. O forse parlo ancora di altre dimensioni, mi sto confondendo. Insomma, alla fine potrebbero avere ragione tutte e due. E sarebbe dunque inutile continuare, negli spogliatoi, a misurarselo. Perché ognuno ha i suoi pro e i suoi contro. Ma non è così. Milano e Roma proseguiranno a darsele, di santa ragione. Sono primedonne entrambe.
Una ti stuzzica con due Stati indipendenti e tre circuiti di ambasciate, l’altra ti sbeffeggia con la Borsa, le fabbriche e l’economia che fa girare tutto il treno. Una ti dice chiaramente che le novità passano prima da lei (Milano) e poi approdano a Roma, quando sono già vecchie; l’altra, però, ribatte che la politica italiana, europea e mondiale si decide tra le sue stanze. Insomma, che l’indirizzo (anche economico) arriva proprio da qui. Come se Roma fosse l’insegnante e Milano l’alunno che esegue.
Difficile, dunque, che la smettano di misurarselo Milano e Roma. Cosa che succede anche per quanto riguarda le macchine, i parcheggi, l’ordine, la sporcizia, lo sport. Ma forse è bello anche così. Due città talmente diverse non potranno mai pensarla allo stesso modo. E, a ben guardare, Roma e Milano sono la metafora del corpo umano (riecco l’anatomia…). Milano sta a Nord, lavora più di testa; Roma sta al Centro, agisce più di pancia. Solo insieme, però, ci permettono di vivere. Una non potrebbe fare a meno dell’altra. E vicine, unite non le batte nessuno (manco Rocco Siffredi).