Gli ultimi verdetti della Serie A tra retrocessioni e coppe

Mentre la Juventus si appresta ad aggiudicarsi l’incredibile, settimo titolo tricolore consecutivo, tutti gli altri verdetti del torneo devono ancora venir emessi. Rimangono 180 minuti di competizione e poi il quadro sarà limpido e non ci sarà più tempo per nessun appello. Se il Napoli, secondo classificato, è sicuro della partecipazione in Champions, la contesa per gli altri due posti è apertissima e se li giocano la Roma, alla quale basta poco per il raggiungimento del obiettivo, e soprattutto Lazio e Inter, in una disfida pronta a riservare sorprese fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. La coda del campionato, infatti vedrà lo scontro diretto tra le due contendenti, e probabilmente lì si deciderà il destino continentale di Spalletti e Inzaghi. Per quanto concerne la zona Europa League, il Milan sopravanza solo di una lunghezza la conferma Atalanta, ormai non più da annoverare come entità inaspettata del calcio italico, e la Fiorentina a quota 57, anche qui tutto verrà determinato dalle ultime due partite, e si prevede una lotta serrata alla conquista di un posto al sole in Europa. In zona salvezza, invece, ogni turno di campionato, certifica il ribaltamento delle posizioni precedenti e sarà guerra dura e strenua per il mantenimento della categoria più prestigiosa. Con Benevento e Verona ormai scese in serie B, ora è il Cagliari a rischiare più di tutti di seguirle a ruota. Per effetto dei risultati della 36° giornata, Sassuolo e Bologna hanno raggiunto l’agognata permanenza in serie A, mentre in fondo alla graduatoria ben cinque compagini sono racchiuse nel esiguo margine di 2 punti. Cagliari 33, Udinese, Crotone e Chievo 34, Spal 35, da questo lotto uscirà il nome della terza e ultima retrocessa nella cadetteria. Il Cagliari appare in netta difficoltà di ossigeno e risultati, e affronterà un calendario indiscutibilmente complicato, dovendo fronteggiare la trasferta di Firenze e l’ultima gara casalinga al cospetto dell’Atalanta, ma anche le altre non hanno di che dormire sonni sereni, perché nel giro di pochi minuti tutto può cambiare, siglando una condanna inimmaginabile. Il campionato, anche negli anni recenti, ci ha abituato a novità improvvise e totalmente impronosticabili. Chi si gioca un’intera stagione in due partite, deve saper tenere la testa sgombra e attivare nervi d’acciaio, ma è più facile dirsi che a farsi. Un campionato interessante, coinvolgente ed emozionante sino al termine, e che per l’ennesima volta smentisce i detrattori della Serie A, coloro i quali sbraitano da anni a riguardo di un campionato non allenante. Al contrario di tutti i maggiori tornei d’Europa, praticamente già assegnati da almeno un mese, in Italia per il titolo si è arrivati a due giornate dalla fine, senza avere ancora la matematica certezza dello scudetto, anche se per la Juve sarà una formalità, ma per tutte le altre sezioni indicate, la battaglia sarà acerrima fino al fischio finale del 20 maggio. Attenzione alle improvvisate

di Franco Leonetti

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