Governo: si va verso il secondo “giro” di votazioni

E’ evidente ormai che la mancanza di rispetto verso l’istituzione dello Stato italiano da parte dei populismi vincitori delle elezioni non abbia alcun limite. Se poi guardiamo la contraddizione insita nella frase qui sopra il mondo pare ormai capovolto: i populismi sono nati con lo scopo di criticare l’istituzione, che vengano eletti dalla popolazioni è indice di qualcosa di importante.
Sofismi a parte, il Presidente Mattarella, concluso l’ultimo(speriamo) giro di consultazioni ha avanzato due proposte, sottolineando come la prima gli sia più congeniale. Dare la fiducia ad un Governo <<di servizio>> e di Garanzia, che non si candidi alle prossime elezioni e traghetti lo Stato fino alla manovra finanziaria a dicembre, per poi sciogliere le Camere e tornare al voto è la proposta del Presidente, che come alternativa pone il voto a luglio, e chiede che in questo caso i partiti e i movimenti siano consci delle proprie responsabilità nel portare il Paese a votare in estate per la prima volta nella storia della Repubblica. D’accordo con l’ipotesi del Presidente in pratica solo il PD, che può porsi strategicamente come forza responsabile.
E’ arrivata immediatamente invece la risposta dei populismi, di M5S e Lega, che scelgono il voto e propongono la data, 8 luglio. Naturalmente pare chiaro che quest’ultimi non siano consci delle conseguenze del ritorno al voto e mancato Governo. E’ un atto di forza, che crea scompiglio nei mercato in Borsa, che rimette in discussione l’Italia e il suo sistema democratico, i valori a cui facciamo riferimento nella nostra Costituzione. Nella mancanza di un Governo lo Stato non avanza, è in stallo: non si progredisce con i rapporti internazionali, non progredisce nelle politiche finanziarie e sociali, è immobile. In questo caso sembra essere per paura, inettitudine. Come gli opossum, nel momento del pericolo ci siamo immobilizzati, per non farci notare. Peccato non essere davvero opossum. La nostra storia, l’importanza della nostra società, ci pone costantemente sotto i riflettori, e i nostri rappresentanti nascondono la propria inettitudine dietro alle urla e gli slogan. Non è ancora deciso il da farsi e sono già in campagna elettorale, forse non ne sono mai usciti.
Credo per una volta di parlare a nome della maggioranza nel dire che siamo stufi. Non stufi dei politici e della politica, ma stufi di scappare. Gli italiani non scappano, gli italiani sono in prima linea, sempre.

di Federico Bodo

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