Il Var esordisce ai Mondiali, la Champions dice no!

Il Var è il futuro del calcio, ormai non ci sono dubbi, ma le resistenze della Uefa continuano. Mentre la tecnologia esordirà tra poco più di un mese ai Mondiali di Russia 2019, il Presidente Ceferin e il direttivo Uefa mantengono una chiusura ostinata e inconcepibile nei confronti delle manifestazioni targate Uefa, l’Europa League e la Champions. I Mondiali, la rassegna più importante del globo, a livello di Nazionali, si dota del progresso fatto a tecnologia, e lo fa in maniera netta e insindacabile. L’Ifab, infatti, ha votato all’unanimità, nello scorso mese di marzo, in seno al 132° congresso svoltosi a Zurigo, per l’utilizzo della “video assistant referee” alla rassegna iridata, in programma da metà giugno a metà luglio in Russia. Il presidente della Fifa Infantino, molto soddisfatto della scelta, ha avuto modo di dire: ‘’Quando abbiamo iniziato non sapevamo cosa ne sarebbe venuto fuori, ora il Var fa parte del nostro mondo. Finalmente, dopo decenni di discussioni, abbiamo deciso, dopo due anni di test e di esperimenti, fatti molto bene: l’Italia è stata fondamentale nell’assicurare i risultati dei test, che ci hanno permesso oggi di prendere una decisione, che aiuta il calcio, che aiuta la giustizia nel calcio, che aiuta gli arbitri a prendere delle buone decisioni”.
Più che delle dichiarazioni, sembrano un vero e proprio nuovo organo programmatico per il calcio attuale e per il futuro di questo sport. Un passo avanti deciso e senza remore verso uno strumento, che sicuramente sarà da migliorare nel protocollo e nella velocità d’esecuzione-comunicazione, ma che ha già elargito al primo anno, in Italia, Germania, Portogallo e parzialmente in altri Paesi, delle sicurezze e delle certezze nel abbattere, di molti punti percentuale, le sviste arbitrali, sanandole con l’aiuto in video fornito. Le statistiche in Italia sono ormai una certezza, su 10 errori commessi dalla terna arbitrale, grazie al utilizzo seduta stante del Var, ben 7 sono stati ristabiliti sul prato verde, calmierando veleni, scie polemiche e scene di ordinarie e reiterate proteste attorno alla figura del direttore di gara. Chi pensa che l’uso del mezzo possa eliminare del tutto l’errore cade in una profonda topica, la componente umana è sempre presente ed è colei che determina la decisione finale, ma la percentuale di sviste o errori rettificati, appare considerevole e rilevante. Al contrario del nostro campionato, dove in ogni stadio di Serie A viene di volta in volta approntata una postazione, il Var, in Russia, conterà su un’unica sede centrale locata a Mosca, di volta in volta collegata con i vari stadi ospitanti i match valevoli per la Coppa del Mondo. Insomma, uno strumento che pare ormai essere imprescindibile per il progresso del calcio, ma se la Fifa ha affrontato e sposato il tema con entusiasmo, la Uefa pare proprio non volerci sentire da questo orecchio. Ceferin, Presidente Uefa, a riguardo dei due tornei che gestisce, non si è detto mai in totale contrasto con il mezzo tecnologico, ma al momento non ha intenzione di introdurlo, prendendone le distanze. Purtroppo le ultime due edizioni della Champions League, in particolar modo quella di quest’anno, hanno inanellato una serie imperdonabile ed inaccettabile di errori e orrori arbitrali che avrebbero potuto venir risolti in pochi minuti, e che invece sono rimasti, come marchio indelebile, nel tabellino dei punteggi finali. Mai visti 5 rigori solari negati al Bayern contro il Real Madrid, tra le due semifinali di andata e ritorno, senza dimenticare tutta una sequela infinita di sviste lungo l’intero svolgimento della competizione. La Champions League e soprattutto la Uefa, non possono più sottrarsi al avviamento del Var, e le motivazioni contrarie fornite, sono deboli e poco convincenti, soprattutto agli occhi dei tifosi. Ci vogliono investimenti cospicui da parte del direttivo Uefa, e stante ai bilanci, appaiono anche alla portata delle casse dell’associazione europea calcistica. Ma al momento nulla accadrà. Lo stesso Infantino, innovatore a livello mondiale, rende chiaro il pensiero e la necessità di progredire, lasciando alle spalle, dubbi, sospetti e dietrologie. Infantino non si dice deluso dal presidente Uefa Ceferin, che non ha introdotto il Var in Champions per il prossimo anno, però è limpido nel esprimersi su alcuni concetti base: “Capisco Ceferin, non è mica facile prendere delle decisioni importanti. Io stesso ero molto scettico sul Var e ho cambiato idea perché l’ho studiata approfonditamente e l’abbiamo analizzata tutti ed effettivamente non ci sono aspetti negativi se non quello della comunicazione che si può migliorare con il tempo. E’ chiaro che introdurre il Var in una competizione transnazionale non è una cosa facile e capisco perfettamente alcune titubanze che possono esserci, ovviamente è chiaro anche che il Var è il futuro, e il fatto che al mondo oggi ci siano 20-30-40 paesi che lo vogliono introdurre ne è la dimostrazione”.
Insomma, l’ostracismo della Uefa nei confronti del Var non può e non deve durare per altro tempo, il futuro è giunto, ora serve coraggio e voglia di investire nel calcio nonostante problemi logistici e tecnici. Per giustizia nei confronti di tutte le componenti di questo cosmo calcistico, partendo dal tifoso, massimo fruitore del prodotto calcio e anima pulsante delle varie competizioni, passando per componenti arbitrali, organizzazione direttiva delle manifestazioni, sponsor, sino a giungere ai club, dirigenti, giocator e allenatori. La Champions, il torneo per club, più ambito e prestigioso del pianeta, non può esimersi dall’introduzione della tecnologia in campo. Ogni anno in più passato con questa spada di Damocle pendente sulla Uefa, sarà un anno perso, in netta controtendenza con il trend tecnologico e l’unificazione delle scelte arbitrali. Appare un ossimoro reale ormai, e un riflessione mirata e dettagliata la Uefa dovrà pur farla, se il calcio a livello pressochè globale, ha adottato, adotta e adotterà il Var. Non c’è più tempo per indugiare Signor Ceferin, anche in Champions e in Europa League la riforma Var non può più attendere. Pena la perdita di credibilità.

di Franco Leonetti

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