La recensione della settimana: Sostiene Pereira

Sostiene Pereira è un romanzo storico, un racconto di un Portogallo in fermento nel periodo tra le due guerre mondiali sotto la dittatura di Salazar, è una lettura che descrive una lenta ma inesorabile crescita di una coscienza oppositiva al sistema dominante, al regime dittatoriale.
Sostiene Pereira è la narrazione della vita di un personaggio creato nella mente di Tabucchi un giorno, a Lisbona negli anni novanta, quando per caso si imbatté in un necrologio di un giornalista portoghese venuto a mancare qualche giorno prima e che Tabucchi incontrò a Parigi, negli anni sessanta mentre viveva in esilio dal regime di Salazar.
Quel giornalista fu per Tabucchi la luce che diede vita a Pereira, anch’esso giornalista e direttore della rubrica culturale del “Lisboa”, un settimanale cattolico in cui Pereira traduce grandi classici francesi in portoghese.
E’ un uomo però disinteressato alla politica, alla società civile, “un uomo mite con la passione per la cultura”.
Un uomo di sessant’anni e con problemi di salute, un amante delle omelette alle erbe aromatiche e delle limonate del Café Orquídea, un uomo in lutto nella Lisbona del 1938. La dittatura, Salazar, gli squadroni, le censure, le libertà che venivano a mancare a causa del regime, la sorveglianza ma Lisbona è anche ribellione, lotta delle minoranze, primi tentativi di ritorno alla democrazia avvenuta poi con “La rivoluzione dei garofani (in portoghese Revolução dos Cravos)” nel 1974, un colpo di Stato che pose fine al lungo regime autoritario fondato da António Salazar e che portò al ripristino della democrazia nel paese.
Pereira per il “Lisboa” cura anche una piccola rubrica di necrologi di grandi scrittori. Ad aiutarlo c’è Monteiro Rossi, conosciuto per caso leggendo una sua rubrica sulla vita e sulla morte. Quella lettura gli mette in agitazione l’anima tanto da spingerlo a conoscerlo e ad offrirgli uno spazio sulla sua pagina culturale. Ma Monteiro Rossi scrive con una pericolosa carica sovversiva, invece di scrivere come ordinato da Pereira necrologi su Bernanos o Mauriac, scrive articoli polemici su Marinetti e D’Annunzio.
L’amicizia e la vicinanza di Monteiro Rossi fa nascere in Pereira un cambiamento: comincia a mettere in discussione la propria lontananza alla vita sociale e politica del suo Portogallo, spinto anche dal suo Dott. Cardoso e da quella sua filosofia delle anime e sull’io egemone.
Diventa uomo di parte contro il sistema a tutti gli effetti nel finale, con un suo gesto eclatante in cui denuncia sul suo giornale (superando la censura attraverso uno stratagemma ed aiutato dal Dott. Cardoso), l’omicidio del suo collaboratore avvenuto per opera della polizia politica portoghese.
Questa denuncia lo obbligherà a lasciare il suo amato Portogallo per rifugiarsi in Francia, la patria dei suoi amati scrittori ottocenteschi.

 

Rispondi