Le mani della Juventus sullo Scudetto numero sette

Manca solo il dato aritmetico poi il settimo scudetto consecutivo della Juventus sarà realtà lucente e tangibile. La vittoria di sabato sera dei bianconeri sul Bologna e, conseguentemente, il pareggio interno del Napoli contro il Torino, hanno fornito la svolta definitiva del campionato. La Juventus ha messo tra se e gli avversari un + 6 punti che, a due giornate dal termine della Serie A, sono una vera sentenza, incoronando virtualmente la squadra di Allegri, nuovamente Campione d’Italia. Solo virtualmente ad oggi, per la certezza matematica, in virtù degli scontri diretti pari tra le due compagini, la Juve dovrà fare almeno un punto tra la sfida di Roma contro i giallorossi e l’epilogo allo Stadium contro il Verona, già retrocesso. Teoricamente, la società presieduta da Andrea Agnelli potrebbe anche perdere le due restanti gare, potendo contare su una differenza reti copiosa, + 16 sul Napoli, ma conoscendo l’ambiente juventino, Buffon e compagni faranno di tutto per prendersi sul campo del Olimpico capitolino, il punto necessario a chiudere definitivamente i giochi. Il record pronto a planare sulle teste di tutti i supporter della Vecchia Signora, è di livello epico e mitologico, mai nessuno in Italia nella lunga storia del massimo campionato di calcio è riuscito nell’impresa siderale di accaparrarsi per ben 7 volte consecutive il titolo tricolore, insomma un’impresa nell’impresa. E a leggere bene i dati del calcio moderno, sbuca l’ipotesi di un’azione difficilmente pareggiabile negli anni a venire: la Juventus entra sempre più in quella leggenda che le appartiene. Il Napoli, dal canto suo, avrebbe potuto mantenersi in corsa e riaprire i giochi dopo la vittoria conquistata a Torino, grazie al colpo di testa di Koulibaly al 90’, ma nelle ultime due uscite stagionali, gli uomini di Sarri, sono apparsi svuotati di energie nervose e fisiche, portando a casa prestazioni assai deludenti e racimolando la miseria di un solo punto, racchiuso tra gli scontri di Firenze e internamente con il Torino. Il Napoli ha abbandonato la sfida al titolo proprio nel momento topico della stagione, quando si devono stringere i denti e incasellare in classifica punti pesanti, le scuse, gli alibi, le dietrologie non servono mai per vincere, servono i risultati. E il campo rimane l’inoppugnabile prova del valore e della forza di una squadra. La Juve, invece, i risultati li ha fatti, anche se la squadra, rattrappita, da una stagione lunga e logorante, non ha lesinato emozioni e batticuori ai proprio tifosi, ma l’undici bianconero, condotto magistralmente da Allegri, uno dei migliori allenatori d’Europa, soffrendo, sbuffando, faticando, ha conquistato, per ben due volte, la posta piena, spiccando così il volo verso uno Scudetto che ha il sapore della stratosfera. Il tifoso bianconero rimane sospeso tra l’euforia di un traguardo storico centrato e l’attesa del prossimo match che fornirà l’impeto dei festeggiamenti, perché l’essere campioni, solo potenzialmente, non può al momento far scattare la liberazione dei cortei di giubilo e dei cori di trionfo. E’ solo questione di pochi giorni, poi il popolo juventino potrà celebrare e far scoppiare la gioia incontenibile di un traguardo storico raggiunto, a Torino mai nessuno si è sognato di scendere in piazza, prima della matematica certezza. A Napoli invece, dopo l’esaltazione provocata dalla vittoria dei campani allo Stadium, il Prefetto aveva annunciato la preparazione della festa scudetto. Questione di mentalità e di stile. Il calcio, spesso, riserva delle sorprese incredibili, e molti a Napoli non avevano fatto i conti con la Juventus, una squadra che non muore mai. E allora che sia Settimo Scudetto in casa Juve, un titolo conquistato con merito e da un gruppo di giocatori che sul campo non molla mai.

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