Mai contro cuore: Quando l’amore vince sopra ogni cosa

10 Maggio 2018 0 Di il cosmo

Si dice che l’amore possa tutto. Un’affermazione che perde ogni rischio di banalità, di retorica, se la si lega alla prova concreta di questa potenza. Paure, vincoli, dubbi: impossibile negare la presenza di questi elementi, in una qualsivoglia storia d’amore. Ma se, appunto, di storia d’amore si tratta, tutto è superabile. Tutto è vincibile. E a raccontare la verità di questo concetto sono Asia Chiò e Bakary Darboe: due vite molto diversi, due paesi di origine completamente differenti, culture, tradizioni e pensieri a volte diametralmente opposti. Eppure ne nasce un legame. Uno di quelli forti. Contro i quali nemmeno la più ferma delle razionalità riesce a battersi; «Se ti innamori, non puoi più farci nulla».

Asia ha 28 anni, Bakary 31. Si conoscono a febbraio del 2016 nel centro d’accoglienza dove lui alloggiava come richiedente asilo e nel quale, da volontario, ricopre il ruolo di mediatore culturale; lei si occupava, all’interno del centro, dell’assistenza. «Ho notato Bakary da subito, in particolar modo per l’impegno che metteva in ogni cosa di cui si occupava. A colpirmi, poi, in particolar modo è stata la sua intelligenza: a soli pochi mesi dal trasferimento dal Gambia all’Italia – racconta Asia – parlava perfettamente italiano e mi chiedeva spesso aiuto sull’utilizzo dei congiuntivi e delle regole grammaticali. È un dettaglio il cui ricordo mi farà sempre sorridere».

Bakary e Asia iniziano ad avere i primi approcci in infermeria, dove lei si prendeva cura di lui ogni volta che si faceva male: «Ho anche iniziato a pensare che lo facesse apposta – dice la ragazza ridendo – e viste come sono andate poi le cose, forse avevo ragione a pensarla così…».

“Come sono andate le cose” potrebbe essere il titolo di questa storia d’amore, di cui più che di “lieto fine” si dovrebbe parlare di “lieto inizio”: perché Asia e Bakary si sono, da poco, sposati e non sono che al principio di questa esistenza che hanno deciso di vivere insieme.

«Non saprei dirti qual è stato il momento in cui ho capito che mi ero innamorata di lui. Potrei però ricondurre il nostro “primo appuntamento” a quella sera durante la quale gli ho chiesto di accompagnarmi in lavanderia…». Un primo appuntamento più unico che raro, si può dire. Così come, però, sono più unici che rari i legami indissolubili, quelli che sembrano nascere indipendenti dalla volontà umana ma solo dalla decisione del destino; «Quella sera parlammo tanto. Gli raccontai della mia esperienza in Gambia e lui mi raccontò della sua vita, vissuta proprio in quel Paese. Il suo. Gli parlai di me, lui mi parlò di sé. Ero felice. Finalmente avevamo superato le barriere che ci dividevano per via dei ruoli professionali che io ricoprivo e ci stavamo dando l’opportunità di conoscerci come persone oltre che come operatore e assistito».

Di Bakary, Asia ha amato da subito «il modo gentile con cui mi ha corteggiata. Non ha mai fatto un gesto sbagliato, di troppo. È sempre stato rispettoso del mio lavoro, mantenendo le giuste distanze, eppure riusciva a farmi arrivare il suo interesse, le sue attenzioni. È stato difficile per me – spiega Asia – superare il dilemma legato alla mia professione. Non sapevo quale fosse il limite, temevo di fare qualcosa di sbagliato. Ma contro il cuore non ci puoi andare e nonostante mi dicessi che dovevo tener conto del mio lavoro, la mattina mi svegliavo e il mio primo pensiero era rivolto a lui».

Dopo qualche settimana di conoscenza e silenziosi corteggiamenti, inizia la fase dei pretesti: i pretesti per incontrarsi, per condividere lavori e progetti, per parlarsi, per vedersi. A luglio del 2016 ad Asia viene chiesto di trasferirsi nel centro di Casale Monferrato: «Accettai, ma a una condizione: che venisse anche lui con me, in qualità di mio compagno. Probabilmente è stato quello il momento in cui abbiamo iniziato a vivere davvero la nostra relazione, perché finalmente era conclamata. A Casale, Asia e Bakary iniziano la loro vita insieme da fidanzati, anche convivendo: «Finché ad agosto del 2017, quando una proposta da parte di Bakary ha cambiato il nostro percorso. Eravamo in Sardegna, lui aveva preparato un percorso fatto di pietre e candele sulla spiaggia, che componevano un cuore. Ci siamo seduti al centro di questo cuore, con il vento che ci accompagnava e, con il tramonto, mi ha chiesto di sposarlo con un anellino di fiori che oggi ho fatto essiccare e che conserverò per sempre».

Una festa, il giorno del loro matrimonio, a cui hanno partecipato parenti, familiari e amici che arrivavano da ogni parte d’Italia, dal Gambia, dalla Danimarca, dalla Spagna. E a celebrare il matrimonio è stato Islao Patriarca, che oltre a essere il mio datore di lavoro è un grande amico per noi. Siamo felici che a sancire la nostra unione sia stato proprio lui». Asia e Bakary si sono sposati sul Lago d’Orta, dove si sono conosciuti.

La loro, è una storia d’amore che si potrebbe riassumere sotto il concetto di rispetto: «Quando ci accorgiamo che le nostre discussioni nascono dalla differenze delle nostre culture, ci guardiamo e ci diciamo semplicemente: “Cultural difference”. Non cerchiamo di cambiare l’altro a favore di una ragione che non può proprio esistere. Differenze che, comunque, con il tempo si sono ormai assottigliate. E’ più un fatto culturale percepito dall’esterno che all’interno della coppia: è come la differenza d’età. Quando due persone stanno insieme nonostante la forte differenza d’età, il problema è sempre più per chi li osserva che per la coppia stessa che, comunque, sa trovare un equilibrio. Per noi, poi, il rispetto passa anche nei confronti dei limiti degli spazi dell’altro: nella nostra casa abbiamo due camere da letto, per permetterci di decidere come e dove dormire, così come ognuno continua a coltivare interessi, passioni indipendentemente dall’altro. La condivisione è un a questione di testa e di cuore, non di cose materiali vissute esclusivamente insieme.

E, come dicevamo all’inizio, l’amore può tutto. «Sì, anche darti la forza di superare i pregiudizi altrui. Mi ritengo personalmente molto fortunata – conclude Asia – per essere cresciuta in una famiglia che ha fatto dell’intero mondo, in particolar modo dell’Africa, la sua seconda terra. Questo significa aver vissuto con genitori e persone capaci di allontanare il pregiudizio in ogni sua forma. Certo, i commenti da parte degli estranei ci sono e ci saranno sempre ma non mi importa: abbiamo la vicinanza di chi ci vuole bene e questo è sufficiente». Perché, infondo, chi ti ama non potrebbe mai chiederti di andare contro cuore.