Mamma e libero professionista: i segreti per una vita bilanciata

Eugenia Brini è una Giovane donna dalle mille risorse: grafica, docente di cucina e anche mamma di un piccolo “vichingo” di due anni, come a lei piace chiamarlo, di nome Diego. Come fare per conciliare una vita da libera professionista iperattiva e il ruolo di madre? Eugenia ci svela qualche segreto.
Una donna multitasking: ma quante cose fai?
Mi occupo di grafica e visual design, curo le grafiche e i siti partendo dalla concezione del logo, passando per i biglietti da visita e occupandomi anche di contenuti online e social. Sono anche una docente di cucina naturale, insegno a Biella in una struttura in Città Studi a studenti tra i 15 e 20 anni, ragazzi che si sono rimessi in gioco come operatori della cucina per la trasformazione agroalimentare. Fa un po’ sorridere parlare loro di cucina naturale vegetariana e vegana, perchè sono ragazzi da fast food, ma sono comunque attenti. Come docente di cucina sono stata messa in lista come membro della commissione degli esami del terzo anno di alberghiero, come esperto del mondo del lavoro per quanto rigurda il settore ristorazione. Sono anche una consulente per l’educazione alimetare per i bimbi e porto avanti il mio progetto Merende Diverse e con Progetto Donna nel nido del mio bimbo ne curo un altro sempre legato all’alimentazione dei bambini che portiamo anche fuori dalla scuola, nelle manifestazioni organizzate dalla cittá.
Come concili tutte queste attività con l’essere mamma?
Secondo me il grande pregio di essere libera professionsita è la gestione del tempo anche se è una condizione difficile ed imprevedibile spesso e volentieri. Una delle cose belle, ad esempio, è il potermi svegliare con lui senza obbligarlo ad alzarsi, di conseguenza èmeno nervoso e più sereno. Facciamo colazione e andiamo al nido insieme in bici. Poi inizia la mia giornata lavorativa che divido in lavoro da casa, incontri con clienti, corsi e nei momenti “morti” mi dedico alla casa. Come dice un proverbio però, “Per crescere un bambino serve un villaggio”. Bisogna gestire un enturage intorno alla mamma, perchè la martenità di una mamma libera professionista è molto diversa da quella di una lavoratrice dipendente. Addirittura ho lavorato fino al giorno stesso del parto: ero al telefono con una cliente e quasi non entravo in sala parto con il cellulare!
Che tipo di “villaggio” ti circonda?
Il mio compagno è spettacolare e i suoi genitori sono giovani e abbiamo la fortuna di averli vicino a noi. Poi ci sono i miei che abitano più lontano ma sono sempre presenti. Il mio compagno è il papà migliore del mondo: attento e adora suo figlio. Essere una coppia forte è fondamentle per crescere un figlio e un gruppo di persone vicino alla mamma è davvero il massimo.
A livello lavorativo quanto ha inciso la maternità? E ora come ti organizzi?
Ci sono delle priorità: ora ho meno clienti ma che riesco a gestire meglio. “Less is more” è uno dei miei motti. Le scelte vanno fatte. Io sono una persona e una donna prima i essere mamma quindi mi prendo anche i miei spazi. Dopo la nascita di Diego ho ristabilito le priorità e il target di clienti: molte donne sono mie clienti, pochi uomini però pratici. Lavorando online la cosa è più elastica. Fare anche parti di reti aiuta. Addirittura ho perso clienti dopo essere rimasta incinta: per la concezione che la gravidanza impedisca il lavoro sia prima che dopo il parto. Cosa molto falsa. Come si fa a lavorare da casa? Ho una mia routine: per cui la mattina quando Diego è fuori, lavoro e nelle pause curo la casa. Mi trucco e vesto sempre anche se sono a casa come se dovessi andare in ufficio, aiuta a non impigrirsi. A diventare impenditori di se stessi si impara ed è utile per organizzare i propri tempi, nella libera professione non ci sono orari ma non ci si deve fare risucchiare dal lavoro.

di Deborah Villarboito

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