Music Pills: “The End” dei Doors per iniziare bene la giornata

Ci sono canzoni che meritano di essere ascoltate con la massima attenzione, hanno cadenza di preghiere pagane e l’intensità di antichi poemi. Una di queste è The End dei The Doors.
E ‘ un pezzo che ho incontrato durante l’adolescenza e che ogni volta mi fa venire voglia di chiudere gli occhi e lasciarmi andare, mi emoziona e mi ricorda tutte le volte che ho camminato in bilico sull’abisso. Stamattina l’ho sentita in un bar, mentre bevevo il caffè e ho capito subito che sarebbe stata una bella giornata. È raro che una radio trasmetta questo pezzo perché è lungo e gli viene sempre preferita la più radiofonica Light My Fire, di solito comunque derubata del lungo assolo di Hammond che la spezza in due parti. The End è il grande capolavoro dei The Doors e racchiude in sé l’essenza stessa del leader Jim Morrison. The End è catarsi e poesia, provocazione e sogno, è il deserto della California dove vanno in scena archetipi letterari, echi di William Blake e dell’Edipo Re o forse no. Forse è solo il farneticare lisergico di uno sciamano. Più volte Jim Morrison ha sottolineato il carattere universale di questo pezzo, un vero e proprio pilastro del rock.
Gli appassionati di cinema se lo ricorderanno all’inizio di Apocalypse Now, in una delle scene più suggestive del film, dove le immagini e la colonna sonora si fondono perfettamente in un quadro disturbante che sintetizza l’orrore della guerra.
Insomma, vi invito ad ascoltare anche voi questa canzone, sdraiati a letto, in cuffia con le luci spente e se le avete, qualche candela che faccia danzare ombre sul soffitto. E’ il miglior modo per toccare l’infinito.

 

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