Annalisa, 37 anni, la convivenza: “Ci si sceglie ogni giorno”

Il matrimonio? Sì e no. “Per motivi burocratici, amministrativi e assistenziali direi di sì, ma…”. Annalisa, 37 anni, convive da cinque anni con Alessandro, 42 anni, ma i fiori d’arancio non sono così vicini. E neanche la prole, a quanto sembra: “Il periodo storico non mi piace e non piace neanche al mio partner, non mi piacciono i metodi con cui si crescono oggi i bambini, c’è troppa scuola, stanno troppe ore lontani dai genitori. A Milano, se non mandi all’asilo i tuoi figli, le famiglie degli altri bambini non li accettano. Altra cosa che non mi piace sono i vaccini obbligatori, non c’è più possibilità di scelta da parte dei genitori”. In compenso: “Ho un cane e prima ne avevo un altro a cui sono tuttora legatissima: sono i nostri figli pelosi”.
La coppia funziona, ammette Annalisa: “Abbiamo avuto una crisi, risolta in 48 ore, ma ancora non convivevamo. Lui era un periodo negativo, aveva perso il padre, e mi cacciò via da casa”. Da quando Ale e Annalisa hanno iniziato a vivere insieme, le cose hanno funzionato sempre. Forse anche perché la decisione di condividere tutta la quotidianità è arrivata dopo ben 11 anni di fidanzamento: “Il sabato e la domenica io andavo a casa sua e dormivo lì. Perché ci abbiamo messo tanto a decidere? Io studiavo, mentre lui lavorava. Io volevo prima avere indipendenza economica, qualche soldo da parte. Alessandro avrebbe fatto anche prima, invece”. Continua: “Non c’era necessità di vivere insieme perché tanto io potevo andare da lui quando volevo, anche durante la settimana”.
Il periodo storico che non piace ad Annalisa è però anche quello in cui si muovono passi concreti verso i matrimoni gay in Italia. Sono arrivate intanto le unioni civili: “Io sono favorevole a queste forme di unione, che sono anche un modo per potersi aiutare vicendevolmente. In pronto soccorso, per esempio, non farebbero mai entrare due uomini, ma se fossero marito e moglie…”. Non solo: “Giusto il diritto all’assistenza reciproca, in particolare nel momento del bisogno”. La filosofia di vita è del resto una soltanto: “L’amore deve vincere sempre. Viva l’amore”. E viva chi lo vive con naturalezza: “Sposarsi significa che quello sarà l’uomo o la donna della tua vita, ma chi ti dice che poi non cambi idea? Se convivi, almeno, eviti la burocrazia nel caso in cui dovesse finire male la storia. Invece io sono dell’idea che bisogni scegliersi ogni giorno, giorno per giorno”.

di Alessandro Pignatelli

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