Convivere è meglio, più di un milione di coppie nel 2014

Se i matrimoni in Italia sono in calo, sono invece in aumento le coppie che decidono di convivere, senza ufficializzare l’unione con rito civile o religioso. E’ ancora l’Istat a fornire statistiche e a dare un’indicazione sui motivi di questi numeri: la minore propensione al matrimonio sarebbe dovuta proprio al proliferare delle unioni libere, non più preludio al giorno del sì.
Dal 2008 le unioni di fatto sono più che raddoppiate, superando nel 2013-2014 la soglia psicologica del milione. In particolare, le convivenze more uxorio tra partner celibi e nubili arrivano a 641 mila nel 2013-2014. Questa è anche la componente che fa registrare gli aumenti più sostenuti (è cresciuta dieci volte rispetto al 1993-1994). Non solo: sempre più figli nascono proprio dalla convivenza: oltre un nato su quattro, nel 2014, aveva genitori non sposati.
Le unioni civili, anche in Italia, negli ultimi anni hanno goduto di normative favorevoli. In particolare la legge del 20 maggio del 2016, la numero 76, che ha istituito proprio questo tipo di unioni, disciplinando diritti e doveri delle coppie di fatto e introducendo i contratti di convivenza. Una legge che si attendeva da una ventina d’anni, costituita da un solo articolo e 69 commi. Al comma 36 c’è la definizione di coppia di fatto: “Due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”.

 

di Alessandro Pignatelli

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