Coraggio e determinazione: Marco Pentagoni ha vinto la sua sfida

Spesso e volentieri la vita ci obbliga a cambiare. I segnali che ci dà possono essere quasi impercettibili o addirittura possono stravolgere la realtà nostra e di chi ci sta intorno. Nel secondo caso rientra pienamente Marco Pentagoni. Classe 1999, è uno studente delle Superiori sportivo e dinamico che ha dovuto ricalcolare la sua vita qualche anno fa. Il 19 giugno 2013, cercando di recuperare un pallone, il quattordicenne Marco è caduto da un tetto. Dopo quel volo tra i vetri, sono stati momenti intensi e indimenticabili per i genitori del giovane che dai medici, dopo ore di tentativi in sala operatoria, avevano ottenuto un solo responso: per salvare la vita a Marco era necessaria l’amputazione della gamba destra. Il pensiero che un ragazzo appena adolescente e amante dello sport, dell’hockey soprattutto, si ritrovasse senza una gamba aveva scosso tutti. Ma tutti non avevano fatto i conti con la tenacia, la forza di volontà e il coraggio di Marco Pentagoni. Il carattere emerge subito dalla voglia di sostenere l’ultima parte dell’esame di terza media in ospedale, perchè “non si può perdere tempo”. E il tempo non l’ha perso: in pochi mesi Marco è tornato a correre. Una sfida verso se stesso e a quella vita che lo ha costretto ad una delle prove più difficili. Marco continua a correre e a crescere grazie alla sua nuova passione: l’atletica, che gli ha già regalato Campionati Italiani e la partecipazione a un Europeo e a un Mondiale Giovanile.
Quando nasce la tua passione per l’atletica?
La passione per l’atletica è nata dal mio incidente, perchè ha scosso molto la mia vita. Quando ho avuto la mia prima protesi per camminare l’unica cosa che non potevo fare era correre, allora a tutti i costi volevo farlo. Correndo mi sono innamorato dell’atletica. Ho iniziato a praticarla a livello agonistico ponendomi degli obiettivi, naturalmente per gradi: fare per prima cosa la prima gara, secondo vincere un Campionato Italiano, poi sono andato a disputare gli Europei Assoluti e dopo i Mondiali Giovanili e in entrambi sono arrivato quarto nel salto in lungo.
Quali sono state le tue vittorie più belle?
Le mie vittorie più belle sono state i Campionati Italiani dell’anno scorso e naturalmente le partecipazioni internazionali agli Europei e ai Mondiali anche se non ho vinto medaglie, finora sono state le gare più belle che ho affrontato.
Quali sono i tuoi obiettivi sportivi futuri?
Per il futuro mi pongo obiettivi come Europei, Mondiali, Olimpiadi come tutti gli atleti, però punto e spero nel concreto nelle Paralimpiadi del 2020 a Tokyo se no si passa a Parigi 2024.
Ultimamente hai partecipato al programma di Real Time “Da qui a un anno”, come è stato?
Il programma funziona in questo modo: tu parti ponendoti un obiettivo e per un anno ti seguono facendo video, le telecamere comunque ti seguono e ti sono sempre dietro per qualsiasi cosa tu faccia, come gli allenamenti o se devi fare un viaggio per cambiare una gamba perchè non va più bene, perchè sei cresciuto, e poi anche alle gare. Alla fine di questo anno esponi come è andata secondo te, cosa è andato bene e cosa male e se hai raggiunto il tuo obiettivo. Sono stato contattato dalla redazione del programma e sono stato felice di farlo perchè è stata un’esperienza interessante.
Quanto ha influito sulla tua vita l’incidente?
L’incidente sulla mia vita ha influito molto. Più che altro perchè ho dovuto cambiare tutto: abitudini, vizi, molte cose non le potevo più fare, dovevo mettermelo in testa, però con la protesi e con il tempo ho imparato a fare davvero tutto.
C’è qualche atleta a cui ti ispiri?
Prendo riferimento da un atleta che ammiro davvero molto di nome Pietro Mennea che ha fatto grandissime cose nei 200 metri in cui instaurò un nuovo record del mondo a Città del Messico.

Cosa ti piacerebbe fare da grande?
Per adesso non so ancora che cosa fare. Ora vedo la corsa nel mio futuro e la mia fidanzata. Poi per il resto ci sto ancora pensando
Un consiglio a quei ragazzi che si trovano a vivere una situazione simile a quella che hai vissuto tu.
Un consiglio che do ai ragazzi che si trovano o si sono trovati nella mia situazione è di non arrendersi mai, la vita è una sola, se non la vivi appieno te ne penti. Io sono riuscito a cogliere l’attimo e sono riuscito a riprendere in mano la mia vita. Dopo un incidente del genere bisogna solo cercare di andare avanti, non piangersi addosso perchè sinceramente non serve a niente in questi momenti. Bisogna riuscire a fare quello che si può con quello che si ha.

 

di Deborah Villarboito

 

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