L’amore autentico, quello che ti libera da maschere e catene

Così diverse eppure, proprio per questo, così complementari. Una relazione che, inizialmente, appariva così complicata: proprio per questo, però, così forte. Sono Marilisa e Francesca le protagoniste della storia che, si può dire, vede il suo lieto fine ogni giorno. E che, ogni giorno, vede anche il suo lieto inizio. Perché da quando si sono conosciute, cinque anni fa, non hanno mai smesso di lottare – contro tutto e contro tutti – pur di restare insieme: e l’amore, come sempre, ha trionfato.
Quella di Marilisa Prandelli e Francesca Congiu sembra essere una storia che traccia perfettamente il percorso che fa il destino, quando quest’ultimo decide che due persone sono fatte per stare insieme. Due vite distanti, complice anche una differenza di età di undici anni, che trovano però il modo di intrecciarsi: è una professoressa, che a distanza di dieci anni dall’aver conosciuto Marilisa si ritrova come alunna anche Francesca, le mette in contatto. Perché in quel periodo Francesca aveva bisogno di “una spalla”, di una persona amica che potesse aiutarla a superare il forte momento di difficoltà che stava vivendo e quell’insegnante ha pensato che Marilisa potesse, in qualche modo, aiutarla.
Ne nasce immediatamente una forte amicizia: le lunghe chiacchierate, le confidenze che nascono spontanee grazie a una fiducia reciproca che si manifesta fin da subito. Una complicità che solo tra chi è così caratterialmente diverso può fiorire: Marilisa, così riservata e introversa, trova in Francesca la parte che le manca, quella del romanticismo, dell’espansività. È una miscela di caratteristiche personali esplosiva, che crea una completezza di connotati capaci di nutrirsi uno con l’altro.
Inizia così la favola di Marilisa e Francesca: da un’amicizia che aveva l’obiettivo di sorreggersi a vicenda, di trovare la luce in quel buio che a volte capita che ti avvolga. Francesca trova nella sua amica il sostegno adatto a reggere una quotidianità di difficoltà, causate dalle difficoltà esterne di accettare la sua omosessualità, il suo stile di vita; Marilisa trova, nell’altra, uno specchio in cui riflettersi e capire meglio la sua stessa vita, in cui guardarsi e chiedersi se effettivamente la sua realtà la soddisfa, la rende felice.
Fino a quel giorno, dopo mesi di puro affetto scambiato, in cui un abbraccio spontaneo parla da sé: «Era la prima volta che Marilisa, sempre così trattenuta, si lasciava andare e mi mostrava la sua parte disinvolta. Ed era la prima volta che io, in genere così spigliata, mi sentivo improvvisamente rigida – racconta Francesca -, sintomo che dentro di me qualcosa era cambiato. Mi lasciai andare al suo abbraccio, abbandonata al momento: mi sentii semplicemente a casa. Mi sentii nel posto giusto, al momento giusto, come mai era capitato prima di allora. E, devo dire, è la stessa sensazione che provo ancora oggi, ogni volta che Marilisa mi abbraccia».
L’amore ci rende nudi, di fronte alla realtà: ci fa tornare allo stato originario di noi stessi, ci avvicina alle parti della nostra personalità che in genere nascondiamo dietro le maschere sociali che ci sentiamo obbligati a portare. L’amore ci dà l’opportunità di toglierli, questi pesanti travestimenti, e regalarci finalmente nuovi polmoni con cui respirare a pieno il profumo di una nuova esistenza basata sul più tangibile concetto di libertà. Quello di essere semplicemente autentici.
«Ho vissuto sempre, fino a quando non ho incontrato Marilisa, nascondendo in qualche modo la mia vera identità perché non mi sentivo accettata nel microcosmo in cui ero inserita. Non è facile trovare la motivazione che ti dia il coraggio di capire che non ti deve importare del giudizio delle persone, chiunque esse siano. L’unica cosa che conta è sentirsi felici e l’unico modo per esserlo è rimanere fedeli a se stessi. Marilisa è stata la mia motivazione, quella che mi ha dato il coraggio di uscire dal mio guscio e iniziare, finalmente, a vivere. E a smettere di sopravvivere».
Anche Francesca è stata un punto di svolta per Marilisa: quest’ultima, infatti, ha trovato nella fidanzata la forza per superare i suoi tratti caratteriali pur di renderla felice. Prova ne è stata la proposta di matrimonio che Marilisa ha preparato a Francesca: «Innanzitutto, Marilisa è quella persona che avrebbe giurato che non si sarebbe mai sposata. Poi, tenendo conto del fatto che non è caratterialmente romantica, mi aspettavo al massimo un mazzo di fiori – racconta Francesca emozionata – e invece mi ha chiesto di sposarla con un anello. Non solo: è riuscita a superare la sua timidezza, la sua riservatezza, facendomi la proposta di matrimonio davanti a numerose persone. Penso sia una delle più grandi prove d’amore che si possano mettere in atto: superare le proprie barriere pur di regalare gioia a chi amiamo. Non esiste dono più grande, non esiste un modo diverso per dimostrare che, quello che si prova, è l’amore più vero che ci sia».
Marilisa e Francesca si sposeranno mercoledì 23 maggio, a Castelnovo; a celebrare il matrimonio sarà la loro amica Giulia Bodo: «Non potevamo scegliere un’altra persona. Giulia è energica, passionale, empatica… immensa. È l’esatta rappresentazione di chi, in quel ruolo, deve rappresentare solo ed esclusivamente una cosa: l’amore più autentico».

 

di Sabrina Falanga

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