Quando il cane è in casa: le regole per affrontare la solitudine

Quando il cane è in casa: le regole per affrontare la solitudine

17 Maggio 2018 0 Di il cosmo

È inevitabile che il nostro cane, prima o poi, non rimanga in casa da solo per qualche ora: che sia in giardino o che sia in appartamento, è importante comunque che il quattro zampe abbia un’educazione tale che gli permetta di vivere la “solitudine” con rispetto dell’ambiente che lo circonda. Ed evitare, così, sia danni agli oggetti e agli arredamenti casalinghi sia che si provochi del male.
Il primo consiglio, innanzitutto, è quello di limitare il più possibile il numero di ore in cui il cane rimarrà da solo: sarebbe bene coordinarsi con qualche familiare o amico che possa, per lo meno, far visita al cane durante il tempo in cui è da solo, anche per una breve passeggiata. O, in alternativa, affidarsi alle cure di un dog sitter. Per quelle giornate, invece, che si rivelano più lunghe e si ha quindi difficoltà a capire come gestire il proprio quattro zampe dal mattino alla sera, c’è il servizio “asilo” dell’Oasi della Luna Rossa: gli educatori della struttura offrono anche la possibilità di trasportare il cane all’asilo e riportarlo a casa, la sera, dopo una giornata passata insieme ad altri amici pelosi e a educatori che ne seguono il gioco, il riposo, l’alimentazione.
Insieme a questo primo consiglio, è bene ricordare collateralmente che è importante abituare gradualmente l’animale a stare da solo: si inizia con cinque, dieci minuti in cui il cane rimane in una stanza da solo e non bisogna intervenire subito non appena lo si sente piangere. È fondamentale, poi, che “al ritorno” si sia sempre sereni e si accolga il cane con gioia.
Un altro modo per far sì che il cane non soffra la solitudine quando si trova in casa da solo è curare il rapporto con lui: una buona relazione tra il cane e il suo padrone è, infatti, la base per farlo sentire tranquillo e al sicuro ovunque si trovi e in qualsiasi situazione sia. Attraverso le buone esperienze accumulate dal cane, tramandate proprio dal suo padrone, svilupperà più facilmente capacità di autonomia e indipendenza e di gestione delle sue emozioni.
E ancora. Stabilire una routine con il proprio cane gli permette di ridurre lo stress per la prevedibilità delle situazioni; rispettare questa routine fa sì che il cane sopporti meglio il distacco dal padrone. Al contempo, regalare e regalarsi dei momenti insieme di qualità aumenta la comunicazione e la fiducia tra padrone e cane, che non verrà meno nel caso di solitudine. È importante, quindi, dedicare al proprio quattro zampe lunghi momenti di gioco e interazione attiva.
Infine, tra i consigli delle cose da fare c’è il fornire al cane uno spazio sicuro all’interno delle mura domestiche o del giardino: una coperta, un cuscino, un luogo recintato, una cuccia… una zona dove l’animale si senta al sicuro, dove non viene mandato per punizione, e dove viene coccolato e “viziato”. È bene, inoltre, lasciare in quella zona dei masticabili o dei giochi con i quali può passare il tempo in attesa del ritorno del padrone.
Cosa non fare, invece? Sgridare il cane… a posteriori. Nel caso il vostro quattro zampe avesse combinato un danno, è inutile sgridarlo al rientro perché non assocerebbe il rimprovero al guaio combinato. Questo atteggiamento può anche essere frainteso dal cane, che non capendo il motivo per cui viene sgridato può fargli percepire il padrone come imprevedibile e quindi non meritevole di fiducia.

 

di Sabrina Falanga