Aborto e Legge

Sebbene in numerosi Paesi la pratica dell’aborto sia stata legalizzata, in alcuni essa resta illegale.
L’Italia è uno dei Paesi in cui l’aborto è ammesso. Tuttavia il dibattito sul tema continua ad essere estremamente acceso. Solo pochi giorni fa’ è stata infatti organizzata una marcia contro l’interruzione volontaria della gravidanza nella capitale alla quale moltissime persone hanno preso parte.
Vediamo in sintesi cosa dice la legge italiana attualmente vigente al riguardo.
Innanzitutto la legge italiana che autorizza tale pratica è la legge n. 194 del 22 maggio del 1978 che pochi giorni fa’ ha compiuto i suoi primi quarant’anni di vita. Secondo tale fonte è infatti possibile interrompere la gravidanza presso strutture pubbliche entro i primi 90 giorni di gestazione. L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere invece praticata solo quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna o quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.
Diversamente rispetto a quanto accade nel nostro Paese, in alcuni Stati ove tale intervento è illegale si sta invece cercando, attraverso strumenti di natura eterogenea, di rendere l’aborto praticabile. Tra questi vi è l’Irlanda in cui l’aborto è considerato oggi illegale, salvo quando la donna sia in pericolo di vita. Tuttavia le cose potrebbero presto cambiare in quanto proprio nella giornata di domani vi sarà un referendum per decidere se abrogare o meno un emendamento della Costituzione irlandese introdotto a seguito di un precedente referendum del 1983 che pone sullo stesso piano il diritto alla vita della madre e il diritto alla vita del nascituro.
Ancora una volta la legge deve dunque fare i conti con i continui e differenti mutamenti sociali in atto.

di Giulia Candelone contract-document-documents-48148.jpg

Rispondi