Bomboloni e ciambelle con (le) buche

Parlo con una persona che ha vissuto a Trieste prima di tornare ad abitare a Roma. Dunque, prima il Nord e poi il Centro, ma non come ‘nordista’ di nascita. Insomma, possiamo dire che non è di parte. Lei mi racconta che, dal suo punto di vista, in Alta Italia si tiene di più a quello che si fa e a come si fa. Si valorizza maggiormente quello che si mostra al pubblico, ai turisti, ma anche ai residenti stessi. Lei ha Roma come grande esempio: praticamente un museo a cielo aperto, dove però gli sfregi sono troppi. A saperla tenere, la Città Eterna sarebbe un gioiello.
Invece, la mia interlocutrice fa i paragoni. Non tanto con Trieste (“Città piccola, dove però c’è tutto, tranne il traffico. A Roma, invece, passi ore in auto per fare pochi passi”), ma con Milano e con Torino, le due grandi città del Nordovest. Dice: “Non è un’idea mia, ma un dato di fatto. A Milano sono progrediti, hanno progettato e completato le opere. A Roma, si parla e poi non si fa nulla”. Cita, a questo proposito, quello che secondo lei è stato un enorme errore: rinunciare a organizzare le Olimpiadi. “Con quei soldi, avremmo rimesso a nuovo la città”.
Insomma, lei è negativa su tutta la linea per quel che riguarda il Centro. Rimpiange la precisione quasi svizzera che si respira in Settentrione. Il lavoro. La voglia di fare e di migliorarsi costantemente. “Certo, è stato un duro colpo per Milano perdere la gara per l’Agenzia del farmaco. Sarebbe stato un punto di riferimento per tanti italiani che, invece, così devono andare all’estero a lavorare”. Insomma, anche al Nord si perdono dei colpi ma, pare di capire, si è comunque avanti anni luce rispetto al Centro. Per non parlare del Sud.
Forse, dunque, bisognerebbe fare una riflessione su un’Italia che non è più a due velocità, ma probabilmente a tre. Non c’è solo l’annoso problema Mezzogiorno, ma pure quello centrale. I dati economici confermano che, per esempio, l’Umbria sia per tanti parametri ai livelli delle regioni del Sud, dopo essere stata a lungo l’ultimo vagone del Centro Nord. Il prossimo Governo dovrà cominciare a intervenire, certo, ma sono in particolare le amministrazioni locali che possono e devono fare qualcosa per avvicinare le realtà diverse del nostro Paese.
Il riferimento costante è a Roma, culla millenaria di un impero ormai decaduto. Una di quelle città dove si può mangiare un buonissimo bombolone, ma dove le ciambelle, purtroppo, riescono troppo spesso con il buco (anzi, con le buche).

di Alessandro Pignatelli

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