Conte “Ct” di Lega e M5S: Mattarella approva e lui accetta con riserva

Fumata bianca, con riserva. Il Presidente Mattarella, sotto le pressioni della democrazia ha infine dato l’incarico di formare un Governo a Giuseppe Conte, ora Presidente del Consiglio incaricato, il quale accetta, ma con riserva: intende vagliare le reali possibilità di rispettare e portare a compimento il contratto di Governo tra Lega e M5S, e di formare una valida squadra di Ministri. Ci vorranno un paio di giorni presumibilmente per sciogliere la riserva e confermare il suo incarico.
Laureato alla Sapienza di Roma nel 1988, Avvocato civilista, Conte ha 54 anni; tra le università in cui insegna Diritto privato, vi sono quella di Firenze e la Luiss di Roma, e tra le attività extra-universitarie Conte è Avvocato patrocinante in Cassazione, e dal settembre 2013 viene eletto dalla Camera dei Deputati come componente laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, di cui è stato vicepresidente fino a pochi mesi prima del 4 marzo; infine è stato proposto da Luigi Di Maio in campagna elettorale come Ministro della Pubblica Amministrazione. Intende proporsi come “Avvocato difensore del popolo italiano”, tutelare quindi i cittadini tutti, in ogni sede istituzionale nazionale e internazionale.
Poche parole al termine della consultazione al Colle, nelle quali traspare emozione e fiducia nelle parti che lo hanno scelto come Presidente designato. Un’emozione evidente nel tremore delle sue parole, specchio di un uomo, umano, sensibile. Storicamente approda a Montecitorio in Taxi, mettendo le basi per il “Governo del Cambiamento”.
Troppe parole sono state spese nei giorni scorsi sulla sua persona, la gogna mediatica e la macchina del fango hanno tentato di screditare il suo nome, ma Mattarella ha visto la scommessa, ha vinto quindi la democrazia, ha vinto l’uomo e non i calcoli.
Purtroppo però i dubbi restano, inevitabilmente. Dove sta l’esperienza? Dove i rapporti internazionali? Come convincerà i mercati e l’Unione Europea? E’ chiaro che ci sono diversi modi di giudicare l’emozione e il tremolio nel discorso uscendo dalla consultazione con il Presidente Mattarella, tra i quali il più diffuso è sicuramente debolezza. Non possiamo sapere che Presidente sarà se e nel momento in cui scioglierà la riserva, sicuramente ognuno di noi ha la sua riserva da sciogliere.
La storia ci insegna che spesso i grandi uomini e i grandi Presidenti lo diventano inaspettatamente, noi decidiamo di dargli il beneficio del dubbio. Come uomo e professionista che si è messo a disposizione per il Bene Comune, nonostante la macchina del fango e tutti i dubbi di ogni cittadino, merita un’opportunità. Nel tempo vedremo anche noi se sciogliere o meno la riserva nei suoi confronti e nei confronti di coloro che lo hanno proposto.
Buon lavoro Presidente.

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