Crocioni, macchinista cargo: “In Italia si viaggia meglio che altrove”

Giorgio Crocioni, una vita sui treni come macchinista. A luglio andrà in pensione dopo 35 anni, metà passati anche sui treni passeggeri. Dal 2000, esclusivamente su quelli merci, i cosiddetti cargo. Il suo è dunque un buon osservatorio per parlare delle ferrovie italiane: “Noi facciamo solitamente tratte a lunga percorrenza, a Nord e a Sud”.

I treni che trasportano merci viaggiano solitamente in orario notturno, dunque non incidono sugli orari dei convogli dei pendolari: “Può capitare, a volte, di incrociare treni che viaggiano in notturna, ma noi non siamo d’intralcio perché andiamo più piano, diamo le precedenze”. L’Italia dei binari tanto bistrattata, guardando i dati che arrivano anche dagli altri Stati europei, non è poi così male, come conferma pure Crocioni: “Ho un amico che lavora in Inghilterra e mi dice che lì la situazione è peggiore. Il motivo? Hanno privatizzato non solo i vettori, ma anche la rete. Da noi, invece, quest’ultima è statale. E la concorrenza, tipo Ntv, probabilmente è servita a migliorare la situazione in Italia”.

Anche aver favorito l’alta velocità a discapito dei regionali (i più utilizzati dai pendolari) e degli intercity presto potrebbe non essere più un problema: “Il nostro amministratore delegato ha detto che si tornerà a investire nel trasporto regionale. Normale che inizialmente si sia puntato di più sull’alta velocità, che è quella che rende di più economicamente”.

Pure il trasporto merci, in Italia, ha una società tutta sua, Mercitalia. Ma è meglio viaggiare sui merci o era meglio guidare i treni passeggeri? “Ci sono i pro e i contro. Quando stavo sui convogli viaggiatori avevo riposi più stretti, sul cargo sono maggiormente diluiti, così come gli orari. Anche perché, di notte, ci capita di fare spesso ritardo a causa dei lavori sulla rete che vengono fatti giustamente nelle ore notturne”.

di Alessandro Pignatelli

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