Roberto Mancini nuovo Ct della Nazionale

Roberto Mancini ha firmato il contratto che lo legherà alla Nazionale azzurra fino alla fine dei prossimi Europei. Finalmente la Nazionale italiana ha il vero successore di Ventura, cha ha sulla coscienza l’onta irremovibile della non qualificazione ai Mondiali di prossimo inizio in Russia. Il matrimonio tra Roberto Mancini e la Nazionale azzurra è finalmente realtà, con l’’ex allenatore dello Zenit che ha sottoscritto un patto fino al 2020. La svolta è giunta la scorsa settimana, quando Mancini ha concluso il campionato di Russia e ha salutato società e tifosi, trovando l’accordo per la rescissione del contratto. Il suo ingaggio sarà di 2 milioni all’anno, insomma l’Italia calcistica, cambia pagina, dopo l’interregno di Gigi Di Biagio, il quale aveva assunto il ruolo di “traghettatore”, provando a gettare nuove basi per il corso della Nazionale. Le parole del commissario della Figc, Roberto Fabbricini, sono più esplicative di tante parafrasi: “Roberto è il nuovo Ct dell’Italia, è fatta. C’è soddisfazione, anche da parte di Mancini: il suo entusiasmo è stato determinante nella scelta”. E anche le prime parole del nuovo Ct sono state ottimiste e ricche di tanta voglia di riscatto: ““Come vorrei che venisse chiamata la mia Nazionale? L’Italia della rinascita, La storia siamo noi. Di solito da una grande delusione possono nascere grandi trionfi. Sono molto fiducioso sul futuro della Nazionale: sarà un buon futuro, i giocatori sapranno tirare fuori l’orgoglio e ricominciare a sognare di tornare in vetta. Sono positivo, di giocatori bravi ne abbiamo anche se forse un po’ meno rispetto al passato. L’importante è dar loro fiducia: la Nazionale saprà trovare la strada giusta”. Negli ultimi mesi si erano rincorse tantissime ipotesi sulle figure “ più interessanti” per la Nazionale. Come promesso, il termine del 20 maggio posto dal vice commissario della Figc Alessandro Costacurta per la scelta dell’allenatore dell’Italia è stata rispettato. Mancini, insieme a Carlo Ancelotti, che ha poi declinato l’offerta, era tra i nomi più caldi per la panchina. Mancini, da giocatore, ha avuto un rapporto di amore-odio con la Nazionale, anche se da allenatore, l’obiettivo di diventare allenatore azzurro, era da tempo nei suoi pensieri. L’arrivo del nuovo allenatore spiana la porta della Nazionale a tanti nuovi innesti e a qualche vecchia conoscenza, Mario Balotelli, infatti, è stato nuovamente convocato in azzurro dopo un’assenza di quattro anni. L’attuale attaccante italiano del Nizza è da sempre un pupillo del nuovo cittì, che lo ha avuto alle dipendenze, prima all’Inter, poi in Inghilterra al Manchester City, dove qualche contrasto è nato. Già fissati i primi appuntamenti del nuovo corso manciniano: il 22 maggio si terrà il primo ritrovo a Coverciano, per preparare le prossime tre amichevoli, il 28 maggio è in programma Italia-Arabia Saudita a San Gallo, il primo giugno Francia-Italia a Nizza e il 4 giugno Italia-Olanda a Torino. Il nuovo Commissario tecnico azzurro ha accettato un taglio dello stipendio: con il club russo aveva firmato la scorsa estate un contratto di tre anni con l’opzione per altre due con ingaggio superiore ai cinque milioni di euro netti a stagione. Ora, in Nazionale, ne riceverà 2 netti. Mancini percepirà un ingaggio comunque alto per un CT della Nazionale, più di Prandelli, Lippi e Ventura. Una cifra inferiore soltanto a quella di Antonio Conte. Quando venne ufficializzato il tecnico pugliese nel 2014, Tavecchio, fresco presidente al primo mandato, pur di assicurarsi il più grande allenatore in grado di far crescere la squadra azzurra, chiese un sostanzioso aiuto allo sponsor Puma, che gli versava circa il 50% della cifra pattuita, arrivando a percepire uno stipendio su una cifra prevista si 4,5 milioni netti, escluso lo staff, pagato a parte. Insomma, la Nazionale riparte da un nuovo, veemente inizio targato Roberto Mancini da Jesi, serve cancellare subito la vergogna dell’esclusione ai Mondiali 2018, riconquistando gli italiani disamorati, causa i risultati indecorosi accumulati dal binomio Tavecchio-Ventura. Ora la palla passa al Mancio, toccherà a lui risollevare sorte e morale di una Nazionale che ha necessità di risorgere dalle sue ceneri. Non si può più perdere tempo.

di Franco Leonetti

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