Rosa, pendolare sulla Napoli-Roma: “Si fanno anche amicizie”

C’è anche chi è felice di fare il pendolare. E lo dimostra dati alla mano. Come Rosa, che ha la famiglia a Napoli, ma il lavoro a Roma. “Spesso mi sono sentita chiedere perché non ti trasferisci? E’ gente che non capisce quanto sia difficile cercare l’alloggio, quanto siano onerosi affitto, bollette e quant’altro. E poi, dai Parioli all’Eur nelle ore di punta ci si mette di più che da Napoli a Roma”.
Da quando è nato il servizio Alta Velocità, le città si sono avvicinate. Con Italo o con il Frecciarossa, la capitale dista un’oretta da Napoli . Rosa aggiunge: “E l’abbonamento costa meno dell’affitto a Roma”. C’è anche un altro motivo alla base della scelta di viaggiare: “Mio marito ha un lavoro che non gli permette di spostarsi”. Così lei, armata di pazienza, esce di casa ogni mattina alle 6 per ritornarvi alle 21. Cinque giorni alla settimana. “Arrivo giusto in tempo per cena e mettere a letto la mia bambina, di cinque mesi”. Forse questa è la cosa che dispiace di più a Rosa, che vorrebbe godersi di più la figlia ed essere maggiormente presente: “Fortunatamente ci sono i nonni, altrimenti non potremmo fare questa vita”.
Nonni santi. Così Rosa può anche rilassarsi un po’ in quel viaggio: “Uso il tablet, leggo. Devo dire che con l’Alta Velocità anche la mia vita da pendolare è cambiata. Prima sui regionali era un disastro”. Adesso, invece, la vita scorre più in fretta dai finestrini, i ritardi sono irrisori, il wifi funziona, i bagni sono puliti: “A volte trasformo il posto dove mi siedo nel mio ufficio personale. Più che altro, ricevo molte telefonate da clienti, prendo appuntamenti. Cose che non potrei fare se viaggiassi in macchina”. C’è anche un altro fattore che fa sorridere Rosa: “Si fanno amicizie sul treno. Addirittura, ho conosciuto un paio di donne di Napoli, che poi mi hanno presentato i loro mariti. Usciamo in sei a mangiare la pizza qualche volta, nel week end”. Ovviamente, anche in questo caso, santi nonni: “Senza di loro, anche qualche serata libera sarebbe impossibile perché i soldi per la baby sitter non ce li abbiamo”.

di Alessandro Pignatelli

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