Alla scoperta dell’AOR: album oriented rock

Sapete cosa e’ bello della vita? Che certi sogni possono diventare realtà. Nell’intervista di oggi parlo di Sara e Vincenzo, due musicisti italiani con la passione per il blues che si sono ritrovati a suonare oltreoceano ad un grande festival. Non se lo sarebbero mai immaginato e invece e’ successo. Inutile che si faccia i pessimisti in tutti i campi. Io nella meritocrazia ci credo ancora. E’ importante credere in ciò che si fa e farlo con determinazione e serietà. E’ solo in questo modo che si raggiungono certi obiettivi.
Ma nella rubrica di oggi volevo parlarvi di Aor, visto che il festival a cui hanno partecipato era orientato verso quelle sonorità. Aor sta per album-oriented rock or adult-oriented rock e alle origini indicava un formato radiofonico nato alla fine degli anni ‘60 che proponeva brani rock di lunghezza superiore a quelli contenuti nei 45 giri, spesso lontani dalle hit che trasmettevano tutte le radio.
Col tempo e’ diventato sinonimo di un genere musicale che combina l’hard rock con elementi più melodici. Alcuni esempi? I Journey, i Toto, i Foreigner, gli Asia e tanti altri gruppi che negli Stati Uniti sono popolarissimi. Se non li avete mai sentiti nominare, andateveli a cercare, perché di sicuro avrete sentito le loro canzoni nella colonna sonora di qualche film.

di Olivia Balzar

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