Il campione Daniele Cassioli incontra gli studenti grazie a Bni Business Voices

«Cosa riesci a vedere?»
«Ombre, quando è buio. Ma anche la luce quando l’ambiente è luminoso».
Tra le caratteristiche più belle dei bambini c’è sicuramente la loro spontaneità. La loro capacità di non avere filtri e di osservare il mondo con gli occhi limpidi, liberi da pregiudizi e convenzioni. Una capacità che permette loro di chiedere tutto ciò che desiderano sapere; sono state delle più disparate le domande fatte dagli studenti a Daniele Cassioli, atleta paralimpico non vedente, giunto a Vercelli per incontrare gli alunni di due scuole della città.
Ombre quando è buio. Ma anche luce quando l’ambiente è luminoso.
Nel sentirlo parlare viene in mente un’affermazione pronunciata dallo psicanalista Carl Jung, secondo il quale “l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere”. Ed è esattamente quello che ha fatto Cassioli, trasformando la cecità con cui è nato in un punto di forza della sua personalità, della sua autoironia e della sua forza fisica e spirituale.
Daniele, classe ‘86, è campione italiano, europeo e mondiale di sci nautico: cieco dalla nascita, oggi è fisioterapista, sportivo e si dedica ai bambini per trasmettere loro importanti messaggi di forza e positività. Giovedì scorso era a Vercelli in qualità di testimonial di “Business Voices”, il movimento mondiale no profit che punta a migliorare l’ambito dell’educazione e dell’istruzione attraverso donazioni di materiale e di tempo formativo da parte di professionisti. Business Voices si muove in parallelo a “Bni”, l’organizzazione di scambio referenze più conosciuta al mondo e attiva anche a Vercelli con due gruppi di lavoro. Proprio questi ultimi, attraverso Business Voices, hanno “adottato” due scuole: il gruppo Albatross, che da due anni sostiene l’Istituto Comprensivo Ferrari, rappresentato da Ilenia Doati; e il gruppo Augusta, che ha deciso di aiutare l’Istituto Rosa Stampa, di cui è referente Silvana Macrì. Responsabile di area del progetto – e coordinatrice degli incontri di giovedì – è Federica Silvano.
Le dirigenti degli Istituti si sono dette molto contente: «Ci tengo a ringraziare il gruppo Albatross di Bni per il lavoro svolto in questi due anni insieme – ha detto Fulvia Cantone, Preside del Ferrari – e per le donazioni di materiale informatico e utile ai laboratori e per l’avvio degli incontri formativi e informativi per i genitori. È anche grazie a questo sostegno se la scuola è riuscita a ottenere un finanziamento di 45mila euro che ha permesso di allargare le iniziative promosse dalla scuola stessa»; «Siamo felici di questo connubio con il gruppo Augusta – ha aggiunto Laura Bocca, dirigente del Rosa Stampa -, oggi le scuole hanno bisogno del sostegno di chi ancora crede nella formazione come base per un futuro migliore».
Cassioli ha raccontato, prima alla Ferrari e poi all’Avogadro del Rosa Stampa, la sua esperienza di vita: dalla difficoltà dei primi anni di crescita, quando era necessario trovare la dimensione quotidiana in cui vivere da non vedente. Le difficoltà a scuola, le amicizie. Lo sport, «ciò che, insieme alla mia famiglia, mi ha salvato». Dopo aver praticato diversi sport, Daniele si appassiona allo sci nautico, di cui oggi è campione paralimpico. Davanti ai video in cui vola sulla superficie dell’acqua creando artistiche onde, con i suoi movimenti armonici e precisi, i bambini rimangono estasiati: osservano le immagini con la bocca semiaperta, mentre la loro testa inizia a riempirsi di curiosità, dubbi, domande.
Come fai a utilizzare lo smartphone? Come fai a scegliere i vestiti da indossare? Come hai imparato a cucinare?
Dalle domande più pratiche, a cui Daniele ha risposto raccontando modi di vivere basati su un grande sviluppo della sensorialità, a quelle più morali.
Qual è stata la tua forza? E quale la meta raggiunta che ti sembrava inarrivabile?
Le repliche di Cassioli erano tutte basate su un concetto: quello di amore, di vicinanza dell’altro, di sostegno, di fiducia. «Se hai accanto le persone giuste, a cui vuoi bene e che ti dimostrano il loro bene, nulla appare impossibile. Capita, poi – ha raccontato l’atleta – di incontrare chi cerca di ostacolarti, chi non solo non ti supporta ma ti affossa, chi ti prende in giro, chi non ti capisce. Bisogna imparare a cambiare prospettiva: invece di concentrarci sul negativo, è necessario spostare la nostra attenzione sui lati positivi della vita e andare avanti insieme a quelli. Meglio gioire per ciò che è bello piuttosto che vivere arrabbiati per ciò che ci fa stare male».

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