L’Italia del Taekwondo si prepara al Gran Prix di Roma: intervista al presidente regionale del Piemonte Edoardo Greco

Edoardo Greco è presidente regionale del Piemonte per la Federazione Italiana Taekwondo e in vista del Gran Prix di Roma di questo fine settimana delimita la situazione italiana di questo sport olimpico in crescita.
Da quanto tempo è attivo nell’ambito del taekwondo?
La mia storia nel taekwondo comincia nel 1985. Ho fatto l’atleta per molti anni ed ho gareggiato in campo nazionale e internazionale. Sono stato maestro, presidente di società e tecnico della squadra di combattimento della Regione Piemonte. Una lunga carriera che mi ha portato a candidarmi alla Presidenza della Regione Piemonte a dicembre 2016, carica che tutt’ora ricopro.
Il Taekwondo in Italia: obiettivi raggiunti e mete da raggiungere
Il Taekwondo in Italia ha avuto il suo momento apicale con la vittoria della storica medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra nel 2012. Questo traguardo raggiunto dal nostro atleta più rappresentativo, Carlo Molfetta, ha portato a tre il numero delle medaglie ufficialmente riconosciute conquistate dall’Italia, con l’argento e il bronzo di Mauro Sarmiento. Dopo Londra, l’Italia non ha centrato la qualificazione per le Olimpiadi di Rio del 2016 e questo ha gettato le basi per una riorganizzazione del settore agonistico. La Federazione Italiana non si è scoraggiata ma ha intrapreso immediatamente tutte le contromisure necessarie per investire sulla formazione di un vivaio di campioni che ci darà le soddisfazioni che tutto il nostro movimento merita. Oggi è molto più “facile” farsi notare dal settore tecnico nazionale e avere l’opportunità di accedere a un percorso di selezione continuativa, tesa a far emergere le qualità dei singoli atleti; poi servono i risultati, solo quelli ti fanno andare avanti. L’obiettivo federale oggi continua ad essere lo stesso, ovvero, qualificare gli atleti alle prossime olimpiadi che si terranno a Tokio nel 2020.
Il GranPrix di Roma cosa ci si può aspettare da una manifestazione del genere per il movimento italiano?
Dal 1 al 3 giugno 2018 Roma ospiterà una tappa del circuito mondiale denominato Grand Prix, gara valida per il ranking di qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Questo evento è straordinario poiché porterà in Italia tutti i più forti atleti per ogni categoria, tra i quali Jade Jones, oro alle ultime olimpiadi di Rio 2016, Bianca Walkden prima ai mondiali di Muju in Korea nel 2017, Vito dell’Aquila, campione europeo junior 2017, Anthony Obame, bronzo agli ultimi mondiali 2017 e argento alle olimpiadi di Londra 2012 in cui tutti lo ricordiamo nella storica finale contro il nostro Carlo Molfetta. La manifestazione si svolgerà in una cornice meravigliosa, quella del Foro Italico, dove verrà allestito un vero e proprio villaggio del taekwondo. La federazione ha pensato anche di svolgere, in contemporanea, un evento che ogni anno si svolge in questo periodo destinata ai più piccoli, il Kim e Liù. Sono attesi oltre 2000 bambini da tutta Italia. L’intento è quello di avvicinare il grande campione olimpico e mondiale al giovanissimo praticante. Questa opportunità per i nostri piccoli atleti è unica nel suo genere. Vogliamo coinvolgere i bambini e le loro famiglie a 360 gradi facendogli vivere l’esperienza di vedere da vicino i loro idoli sportivi. Questo è sport ai massimi livelli ed è promozione per tutto il nostro movimento. Siamo orgogliosi che la nostra Federazione riesca ad organizzare in Italia un evento dal richiamo mondiale che darà prestigio al nostro sport, e, ne sono certo, lasceremo tutto il mondo del taekwondo a bocca aperta. Nel 2019 è già previsto il secondo appuntamento!
Delle eccellenze tra gli atleti italiani stanno crescendo nell’ultimo periodo. Cosa fare per creare un vivaio per il futuro?
Ci sono tante giovani promesse in Italia che ci fanno ben sperare per il futuro. Il direttore tecnico Claudio Nolano sta svolgendo un lavoro innovativo e paziente per scovare e costruire i potenziali futuri olimpici. La regole per essere un campione, nello sport come nella vita sono sempre le stesse e passano attraverso i sacrifici, tanti e continuativi, per far convivere sport e studio. Poi bisogna innamorarsi di un sogno, cullarlo e cercare di raggiungerlo ad ogni costo. Quando si hanno queste caratteristiche di tenacia e volontà, oltre metà del lavoro è fatto. Ammetto che non è facile trovare, tra le nuove generazioni, giovani atleti che hanno quella determinazione essenziale per poter emergere. È vero che in campo nazionale si stanno facendo passi da gigante, ma è anche vero che le altre nazioni non stanno a guardare, quindi le sfide sono sempre più difficili. Reputo che, il lavoro progettuale che sta portando avanti la nostra federazione, teso a scovare attraverso dei percorsi specifici, il talento sportivo, sia la strada giusta perché intercetta la curiosità dei nostri giovani. A livello locale, parlo della nostra Regione, lo sforzo che sto mettendo in campo, con l’aiuto dei tecnici, è quello di coinvolgere le scuole in progetti didattici legati al taekwondo. Nel 2017/18 nella sola città di Torino si sono svolte centinaia di ore di lezione coinvolgendo migliaia di alunni delle scuole medie e superiori. Sono convinto che per la legge dei grandi numeri, qualche talento nascosto riusciremo a “scovarlo”.
Come si può fare per avvicinare il pubblico al taekwondo per avere maggiori spettatori e quindi visibilità?
Negli ultimi anni, le gare di taekwondo, visto l’elevato standard qualitativo, hanno attirato molti più spettatori rispetto al passato. Oggi non è raro vedere palazzetti gremiti, non solo di addetti ai lavori, ma anche di veri e propri tifosi che seguono le squadre in giro per l’Italia. Ci sono solo due o tre sport nel nostro paese che, potendo godere di una vasta attenzione mediatica, riescono anche a coinvolgere le grandi masse di non praticanti. La nostra Federazione ha profuso ingenti energie per trasformare il taekwondo sportivo, sia per quanto riguarda il combattimento che per il settore forme, in una disciplina sempre più spettacolare e fruibile dal grande pubblico. La tecnologia che si mette in campo durante una competizione, sia a livello regionale che nazionale, da modo allo spettatore di godere appieno dei gesti tecnici i quali sono la caratteristica più avvincente anche per uno spettatore che non conosce il regolamento. A livello locale il nostro Comitato, attraverso le associazione sparse nel territorio, svolge un lavoro incessante di promozione sportiva. La nostra è anche un’attività sociale che, svolta con serietà ed impegno, attira gli organi di stampa attraverso i quali possiamo veicolare i nostri valori e di conseguenza aumentare la visibilità sulla nostra magnifica disciplina olimpica sportiva.
Cosa risponde a chi reputa il taekwondo uno “sport minore”?
In Italia gli sport “maggiori” si contano sulle dita di una mano, se per “maggiori” si intendono sport che hanno società quotate in borsa e milioni di tifosi. Per quanto riguarda le arti marziali, il taekwondo è riconosciuto essere lo sport più praticato al mondo. La federazione mondiale World Taekwondo vanta 209 stati associati in 5 continenti, inoltre il taekwondo è presente ai giochi olimpici dal 2000 ed è stato confermato tra i 25 “core sport” fino a Tokio 2020. Questi non sono numeri da sport minore.

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