Salute femminile: prevenzione vietata dai tabù sociali

31 Maggio 2018 0 Di il cosmo

«Non si può parlare di libertà della donna finché questa non smetterà di essere repressa dalla morale e dai tabù sociali che non permettono la comunicazione di determinati argomenti».
Elisabetta Portinaro, ostetrica, ogni giorno incontra pazienti con le quali non solo deve trovare una soluzione ai disagi di salute in cui si trovano, ma con cui deve trovare il giusto metodo di approccio per evitare chiusure e difficoltà a causa delle convenzioni che tendono a porre la donna in una condizione di silenzio e vergogna.
«Tante donne adulte di oggi combattono contro problemi fisici perché sono state bambine e adolescenti alle quali non è stato dato modo di parlare della propria natura di donna – spiega Portinaro -. Nonostante siano stati fatti passi da gigante in ogni ambito, per quanto riguarda la salute femminile siamo decisamente fermi. Ancora oggi abbiamo bambine e ragazze a cui non viene spiegato come prendersi cura del proprio corpo attraverso una prevenzione utile a preservarsi da disagi futuri».
Portinaro, che si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico, di curare il dolore cronico pelvico e l’incontinenza urinaria, “denuncia” proprio questo: «La totale assenza di informazione e di comunicazione riguardo questi temi. Sembra ci si debba ancora vergognare, che parlarne sia qualcosa da fare in segreto. Tant’è che i messaggi mandati dai mass media sono spesso fuorvianti: la maggior parte delle pubblicità – dice l’ostetrica – è improntata verso la soluzione temporanea dei problemi ma non inserisce, all’interno, messaggi di prevenzione o inerenti alla salute. È il caso, ad esempio, di un nuovo prodotto commercializzato da una grande azienda di prodotti per l’igiene femminile: nella pubblicità di questo slip per le incontinenze non fuoriesce nessun messaggio sulla salute della donna. È l’ennesimo spot che riduce le soluzioni a “un pannolino”, con il quale una donna sembra essere destinata a convivere. Per l’incontinenza, invece, così come per altri problemi di natura intima, ci sono moltissimi metodi risolutivi, a volte si tratta anche di cause psicologiche: ridurre sempre tutto a un assorbente è sminuente. Va bene la soluzione al problema delle perdite ma oltre allo slip adatto, qualcuno dovrebbe spiegare alle donne che sarebbe utile capire la causa delle perdite ed eventualmente se esiste anche una soluzione che non sia solo momentanea».
L’incontinenza urinaria coinvolte 260 milioni di persone al mondo: 5 milioni in Italia, di cui 3 milioni sono donne: «L’incontinenza urinaria e fecale comportano conseguenze negative sull’individuo, a livello fisico, sociale e psicologico. Le più comuni forme di incontinenza sono da sforzo, d’urgenza e mista. Sono diverse le terapie attuabili, in caso di tale problematica: terapia medica, riabilitativa e chirurgica. Rimane comunque fondamentale parlare anche di prevenzione, oltre che di soluzione, soprattutto alle donne in gravidanza, puerperio e a tutte coloro che iniziano ad avvertire i primi sintomi del problema. Le cause più frequenti sono: gravidanze e parti, menopausa, prolasso uro-genitale, esiti di interventi chirurgici ginecologici e urologici, malattie uro-ginecologiche e neurologiche e interventi addominali o riconversione di stomie intestinali. Per quanto riguarda, invece, il dolore cronico pelvico si tratta di un male costante o ciclico che si localizza alla pelvi anatomica, sufficientemente grave da causare disabilità funzionale. Il dolore pelvico cronico può rappresentare esso stesso una malattia con risvolti fisici e psicologici».
Dallo sviluppo alla gravidanza, dal post parto all’anzianità fino all’eventualità di interventi chirurgici: tutte le fasi di un corpo femminile chiedono una grande attenzione ai cambiamenti fisici, «ma parlarne sembra qualcosa di “sporco”. Bisognerebbe iniziare a farlo già nelle scuole, dove bimbe e adolescenti crescono e necessitano di qualcuno che aiuti loro a capire come trattare il corpo in base alle sue variazioni. A volte, invece, “obblighiamo” le adolescenti e le giovanissime al silenzio, perché inconsciamente le facciamo vergognare, e certe problematiche, sicuramente risolvibili, tendono così a diventare croniche se non prese in tempo o a trasformarsi in patologie più serie. Non solo: diventeranno, poi, donne incapaci di prendersi cura del proprio corpo e di proteggerlo attraverso un’adeguata opera di prevenzione della quale non sanno nemmeno l’esistenza».

di Sabrina Falanga