Aggressioni a forze dell’ordine: una ogni tre ore

Nel 2017, come rileva l’Osservatorio ‘Sbirri Pikkiati, dell’Asaps, l’Associazione sostenitori della Polstrada, ci sono state 2.695 aggressioni a poliziotti, carabinieri, agenti di polizia municipale, operatori delle altre forze di polizia. Si tratta di aggressioni avvenute per strada, durante i controlli di routine. Il classico ‘patente e libretto’, insomma.

Il numero è in aumento: 482 aggressioni in più e un +21,8% rispetto ai 2.213 del 2016. Nel 2015, in totale, ci furono 2.256 aggressioni. Dati allarmanti per gli uomini in divisa, insomma. Nel 2014 i eravamo fermati a 2.266, nel 2013 a 2.286, nel 2012 si era arrivati a 2.290. In cinque anni, dunque, in Italia siamo passati da un’aggressione ogni quattro a a una ogni tre ore. Con almeno un operatore di polizia che finisce in ospedale, con “conseguenze spesso invalidanti, fisiche e psicologiche, che lo accompagneranno per tutta la carriera”.

Ma come avvengono le aggressioni? In 447 episodi (16,6%) sono state usate armi proprie e improprie (vale a dire bastoni, coltelli, crick, una macchina). Nel 2016, eravamo a 412 casi (18,6% del totale contro il 19,6% del 2015). I più colpiti sono i Carabinieri, con il 46,5% delle aggressioni ( in totale 1.252), dato in aumento rispetto alle 1.091 del 2016, ma con percentuale in calo (era il 49,3%). Poi c’è la Polizia di Stato con 1.016 (37,7%) aggressioni, in netto aumento rispetto al 2016 (799, 36,1%), la Polizia locale (283 attacchi, 10,5%, erano 212 nel 2016) e gli altri corpi (189, 7%).
Lo scorso anno, in 1.231 casi si è trattato di aggressioni fatte da stranieri (45,7%), con un aumento notevole rispetto al 2016 (947, il 42,8%). In 721 casi (26,8%), l’aggressore era ubriaco o drogato. All’Associazione sostenitori amici polizia stradale commentano: “L’argine di contenimento delle divise rispetto alla violenza che si manifesta ogni giorno sulle strade è sempre più fragile. Allora ci ripetiamo fino allo sfinimento che tutto questo avviene dell’indifferenza quasi totale dell’opinione pubblica e della stessa politica. Del dilagare della violenza contro le divise sulla strada dovrebbero preoccuparsi per primi i cittadini, ancora più di agenti e carabinieri, perché dopo l’argine ci sono loro come destinatari e vittime di una violenza sempre più tracotante e, ormai, di fatto quasi impunita”.

di Alessandro Pignatellibreak-in-brutal-burglar-8827.jpg

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