Dante Taglioni: Polstrada, scorte, incidenti e personalità

Poco più di nove anni e sei mesi nelle file della Polizia stradale: “Quando era ancora militarizzata”, dal marzo del 1960 a fine settembre del 1969. Tanti aneddoti da raccontare sulla sicurezza e non solo. Dante Taglioni, otricolano, ancora oggi ‘gode’ di ciò che ha imparato in quel periodo, dai corsi di preparazione alla specializzazione della Polizia Stradale. Senza trascurare il talento naturale nel disegnare.
“Il corso di preparazione nella Polizia stradale allora durava sei mesi, poi c’era la specializzazione. Noi abbiamo fatto un mese a Roma, in mezzo al traffico, nel 1960, proprio durante le Olimpiadi”. Per farsi le ossa, insomma. Ma Dante se le sarebbe fatte eccome, anche successivamente: “Sono entrato in reparto a Macerata, distaccamento di Camerino. E allora non c’erano tutte le gallerie di oggi, ma due valichi da controllare, Visso e Colfiorito. Da ottobre ad aprile nevicava. Bisognava fare rilievi degli incidenti stradali in mezzo alle bufere. E trasportare i medici con la Jeep (Fiat Campagnola) nelle borgate limitrofe, per le donne partorienti. Pare che tutte si facessero ingravidare in quel periodo” scherza.
Dante Taglioni sa usare benissimo la matita per disegnare: “Tanto che fuori dalla camerata c’era la fila dei colleghi per farsi fare il ritratto. Non avevo neanche più il tempo per la libera uscita”. Questo talento viene speso bene: “Mi è tornato utile saper disegnare per i rilevamenti dei sinistri stradali, lavoro che faccio tuttora, come consulente del Tribunale di Roma dopo aver acquisito il diploma di perito d’infortunistica stradale presso l’Accademia capitolina”.
Gli anni ‘60 sono il periodo in cui l’Italia inizierà a cambiare. “Me ne sono andato perché, specialmente dopo il ‘68, iniziavano periodi di servizi impegnativi tra Brigate Rosse e banditi. E noi non eravamo ben pagati per l’impegno e il lavoro che facevamo, eravamo sempre in prima linea”. Nel 1965, intanto, c’era stato il trasferimento da Macerata a Roma, dove la situazione era particolarmente calda. Ma dove non mancavano neanche le gratificazioni: “Fui addetto alle scorte di Papa Paolo VI, ad alcuni presidenti e vari Ministri e personalità. La Polizia Stradale, a Roma, era addetta ai servizi di scorte, in particolare al ministro Remo Gaspari più volte, durante la campagna elettorale del 1968, da Roma in Abruzzo e viceversa, sempre di fretta, e rilievi dei sinistri stradali”.

Qui, gli aneddoti si sprecano. E vien voglia di raccontarli tutti. O quasi: “Nel 1966, durante l’alluvione di Firenze, scortai il generale dei Carabinieri De Lorenzo fino a Cesena, nel suo viaggio per Torino. Un’altra volta ho scortato Jacqueline Kennedy, dall’aeroporto di Fiumicino a Lucca (nel viaggio ha visitato piazza della Signoria, a Firenze): era stata invitata da un nobile a Lucca”.

Compiti delicati, come quello di dover trasportare un cuore da Roma Ciampino a Firenze: “Arrivava con l’aereo alle 8.55 e dovevo essere all’ospedale fiorentino alle 11. Avendo fatto anche un corso di alta velocità, ce la feci (ero sempre in prima fila per le scorte veloci). All’epoca avevamo anche dei macchinoni, l’Alfa Romeo 2600, 6 cilindri, che faceva oltre i 200 chilometri orari. Auto blindata? No, all’epoca no. Quel giorno, feci più di 300 chilometri in meno di due ore”.
Lo stress, però, alla fine ebbe la meglio: “Gli stivali mi avevano procurato una trombosi alla gamba. Il giorno di riposo te lo davano, in base alle esigenze di servizio. Io prendevo 60 – 65 mila lire al mese di stipendio che, con indennità varie, poteva arrivare a 90 mila. Mio fratello faceva l’autista dell’Atac, a Roma, e guadagnava 180 mila lire al mese. Non potevo continuare in queste condizioni e a queste condizioni”. Il futuro preoccupava.

 

Dante Taglioni cambia dunque vita. Stop a scorte, inseguimenti e strada. Intraprende l’attività di perito per gli incidenti stradali (inizia una nuova vita professionale con notevoli difficoltà). E anche oggi svolge il lavoro di consulente tecnico (in sede penale) per il Tribunale di Roma su ricostruzione cinematica incidenti stradali. Del resto, ha l’occhio clinico, Ben considerato nel settore, dai vari studi legali in qualità di Ctp. E del Tribunale CTU (poi successivamente, da giugno 1998, gli verrà conferita l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica). “Ancora oggi, come ai miei tempi, la Polizia stradale si distingue per i rilievi dei sinistri stradali. Gli Altri organi di Polizia, pur avendo gli stessi compiti, ‘probabilmente’ non hanno la preparazione specifica della Polizia Stradale), non hanno le stesse competenze”. Un invito alle istituzioni parte forte e chiaro: “Dovrebbero predisporre il personale (più competente) specie a gestire gli incidenti più gravi. In virtù delle strade a senso unico di marcia, se non c’è un addetto ‘specializzato’, che raggiunge il luogo del sinistro con il motociclo, si rischiano code chilometriche che durano ore prima di liberarsi, con i tempi imprevisti che impediscono raggiungere le destinazioni (e compromettono gli impegni lavorativi)”.

di Alessandro Pignatelli 2018-06-02 11.58.38.jpg

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