La seconda vita di Mimmo Catricalà: campione nel powerlifting a 80 anni

Se qualcuno crede che l’età che si dimostra sia solo quella della carta d’identità deve assolutamente farsi una chiacchierata con Mimmo Catricalà. A 81 anni compiuti può vantare una vita avventurosa che continua a stupire. È stato tra i pionieri delle radio libere italiane con Radio City Tele Vercelli nata nel 1975 e come organizzatore ha portato a Vercelli personaggi come Zucchero, Vasco Rossi e Ligabue. È appassionato di windsurf e campione plurimedagliato di powerlifting. Da dieci anni gareggia e ha celebrato il decennale con una nuova impresa. Nei recenti Mondiali di Malta ha conquistato due nuovi record del mondo, gareggiando sempre nella -52kg master 9: alla quarta prova ha sollevato 93kg nello squat, mentre nello stacco da terra 140kg. A 81 anni.

Quando hai iniziato la tua avventura nel Powerlifting?
Andavo in palestra per prepararmi per l’estate perchè pratico il windsurf. Nel 2009, siccome i ragazzi della palestra andavano a fare una gara in Francia, in una località dove ho un figlioccio, partii anch’io per gli Europei. Da allora mi sono appassionato e ho conosciuto tanta gente con cui ho stretto rapporti di amicizia. A dire la verità me ne guardavo bene dal praticare uno sport così faticoso, dieci anni fa avevo settant’anni, mi limitavo a fare gli esercizi per tenermi in forma…poi è nata la passione.

Quale è stata la tua gara più bella in questi dieci anni?
Di sicuro i Mondiali in Michigan, Stati Uniti, nel 2011. Lì ho battuto anche quelli più giovani di me classificandomi primo assoluto, quindi in tutte le categorie, sollevando 155kg nello stacco e 105kg nello squat e facendo record. Poi ci sono stati anche i Mondiali in Belgio del 2013. Io ora sono praticamente solo nella mia categoria sia per età sia per peso. Quindi mi impegno a battere i record, che sono già tutti miei. È una continua sfida contro me stesso.

Quale delle tre alzate (stacco da terra, squat, panca piana) è quella che preferisci?
Il “talento” maggiore è nello stacco, poi viene lo squat. La panca l’ho abbandonata per le spalle, è troppo per me. In quest’ultima faccio solo l’indispensabile per qualificarmi alle gare.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Quando sarò grande deciderò. Il futuro è incerto. Mi piacerebbe partecipare il prossimo anno a Tortosa, città gemellata con Vercelli, alle “Olimpiadi amatoriali” del 2019 a cui parteciperanno tutte le nazioni. La fanno ogni due anni e potrebbe essere la mia prima e ultima occasione. È organizzata dall’Associazione Italiana Cultura e Sport. Sono come le Olimpiadi normali e per la prima volta verrà inserito anche il powerlifting. Non ci saranno gare ufficiali, quindi, ma solo dimostrazioni. È un’esperienza che voglio fare. In linea di massima vivo alla giornata.

Come ci si sente ad essere diventati un’istituzione in questo sport?
Dopo ogni prestazione, soprattutto con i record è un’ovazione generale. Tanti giovani vogliono farsi fotografare con me, fa piacere anche se comunque tutti questi ottantuno anni me li devo portare io e non me li toglie nessuno.
Il powerlifting è uno sport in crescita?
Mi fa piacere vedere tanti giovani, soprattutto ragazze dai diciassette anni. Loro si congratulano con me, ma io, a mia volta, mi congratulo con loro per la loro scelta, perchè è uno sport impegnativo con molti oneri e pochi onori.

di Deborah Villarboito

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