Sicurezza: un’esigenza sempre più crescente anche in Italia

Dal latino “sine cura”, il termine “sicurezza” indica una condizione difficilmente realizzabile rappresentata dall’assenza di preoccupazioni. Non si tratta solo di assenza di preoccupazioni in senso oggettivo, legate cioè al contesto urbano, familiare e lavorativo in cui ci si trova, ma anche in senso soggettivo, la perceziome cioè che di tale condizione abbiamo.
Il tema della sicurezza da sempre, ma soprattutto più recentemente sta assumendo un peso determinante, sia all’interno dei dibattiti politici, ma altresì per il quisque de populo.
L’attenzione su tale grande tematica dipende evidentemente dall’attuale contesto storico. Non vi è dubbio infatti che l’esigenza di maggiore sicurezza che accomuna la stragrande maggioranza della popolazione derivi da fattori quali, a titolo esemplificativo, a livello nazionale, l’emergenza migranti, nonché il funzionamento dell’attuale sistema giudiziario e, a livello internazionale, gli espisodi ricondotti al terrorismo e le continue tensioni tra grandi potenze politiche che potrebbero facilmente sfociare in conflitti.
Quanto al funzionamento dell’attuale sistema giudiziario, il crescente senso di di insicurezza dipende da norme che spesso non garantiscono una tutela effettiva degli interessi. Negli ultimi tempi ad esempio l’incremento della microcriminalità, come furti e rapine in abitazioni private, è stata l’occasione per tornare a segnalare le criticitá della vigente disciplina sulla scriminante della legittima difesa. In particolare i numerosi e non sempre chiari presupposti applicativi necessari ai fini della sua applicazione hanno ingenerato la convinzione che sia addirittura più tutelato il ladro o il rapinatore che chi subisce tali reati.
Quanto all’emergenza migranti, il senso di insicurezza dipende in questo caso dal timore che tali soggetti siano la causa di tutti i mali che affliggono il Paese: la mancanza di posti di lavoro, la delinquenza, ecc.
Anche se il crescente senso di insicurezza è senza dubbio spesso il frutto di una percezione errata della realtà, esso rappresenta comunque un dato da non sottovalutare se si considera che tale condizione dipende altresì dai sempre più forti processi di massificazione in atto che minacciano l’individualità dell’uomo.
E allora in un tale contesto deve necessariamente essere lo Stato a farsi carico, oggi più che mai, di detta esigenza e, in particolare, chi è preposto al mantenimento dell’ordine pubblico e alla prevenzione dei crimini e chi i crimini deve reprimerli. Il mantenimento dell’ordine pubblico é affidato al Ministero dell’Interno e alla polizia di sicurezza, mentre la repressione dei crimini è affidata alla polizia giudiziaria.
Per garantire piú sicurezza non si potrà dunque prescidere dal potenziamento e dall’incremento di tali forze.

di Giulia Candeloneaccess-close-up-door-792034.jpg

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