14 Giugno 2018 0 Di il cosmo

Industria 4.0, ossia quarta rivoluzione industriale: che impatto sta avendo in Italia? Il piano è stato lanciato dal Governo circa un anno e mezzo fa. Il cuore di Industria 4.0 è lo smart manufacturing, la connessione tra produzione, robotica e dati nella prospettiva di superare il modello industriale attuale. La fabbrica viene rivoluzionata. Ma è anche vero che l’Italia è un Paese costituito da pmi, il che ci condanna (felicemente, dice qualcuno) a una trasformazione dal basso.

Il piano di incentivi governativi ha portato a una crescita del 4 per cento nella produzione di macchinari (da gennaio 2016 a luglio 2017) e a un +15 per cento del fatturato. Analizzando un periodo più recente, gli investimenti fissi lordi hanno visto una crescita del 9 per cento nel primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per i macchinari +11,6 per cento, per apparecchiature elettriche ed elettroniche +10,7 per cento. In termini di distribuzione degli investimenti, rileviamo: in macchinari e altri apparecchi 35 per cento, in apparecchiature elettriche ed elettroniche 10 per cento, in riparazione, manutenzione e installazione macchine 18 per cento, in altre categorie di investimenti 37 per cento.

Dando un’occhiata all’estero, non possiamo parlare di Italia fanalino di coda. Se da noi, infatti, il settore macchinari e apparecchi è cresciuto dell’8 per cento in 18 mesi, in Germania c’è stata una contrazione del 2 per cento. E per le apparecchiature elettriche ed elettroniche siamo andati ancora meglio dei tedeschi: +3,5 per cento contro +3 per cento.

Qual è stato il ‘sentiment’ delle imprese rispetto al piano Industria 4.0? Buona conoscenza di cosa prevede per oltre tre quarti delle imprese, con un gap di conoscenza in settori non manifatturieri (vedi commercio e costruzioni dove siamo al 60 per cento) e nelle imprese più piccole (inferiore al 40 per cento). Le associazioni di categoria hanno lavorato bene, veicolando le informazioni per oltre il 60 per cento. Più di metà delle imprese che ha investito, ha dichiarato un ruolo propulsivo del Piano Industria 4.0 in Italia. Senza gli incentivi, avrebbe investito in misura minore quasi il 48 per cento, mentre non lo avrebbe fatto per nulla il 5.6 per cento.

Tra le misure più utili, vengono citati gli sgravi fiscali. Per il 72,4 per cento delle imprese l’iper ammortamento (il 40 per cento lo giudica utile anche per il futuro); per il 47,6 per cento il super ammortamento, per il 54,6 per cento il credito d’imposta per R&S. Altri numeri: il 73 per cento delle imprese ritiene che il Piano abbia forte impatto sul proprio business. Nelle imprese con oltre 250 addetti siamo quasi all’85 per cento. Poi troviamo l’efficientamento produttivo (62,4 per cento, ma per le medie imprese siamo all’80 per cento, per le grandi a oltre il 73 per cento), l’incremento di valore aggiunto in prodotti e servizi (48,4 per cento), il miglioramento dei rapporti con i clienti (38 per cento) e con i fornitori (16,4 per cento).

Tra le nove tecnologie abilitanti la quarta rivoluzione industriale, le advanced manifacturing solution (robot collaborativi interconnessi e rapidamente programmabili) sono state oggetto di investimento per un’impresa su due. Seguono gli investimenti nell’Industrial Internet (28,5 per cento, comunicazione multidirezionale tra processi produttivi e prodotti), Big Data e Analytics (27 per cento, analisi di un’ampia base di dati per ottimizzare prodotti e processi produttivi), Cloud (26 per cento). Quasi il 70 per cento delle imprese avvierà o ha avviato iniziative specifiche per la formazione professionale.

di Alessandro Pignatelliabstract-ai-art-373543.jpg