Vittoria Pollone, la 18enne regina del kickboxing

Molto spesso i grandi campioni nascono per caso, perché per caso si avvicinano allo sport a cui sono destinati. Vittoria Pollone rientra in questa categoria. Dopo aver praticato molti sport differenti per genere ed impegno da bambina, la diciottenne originaria di Chivasso ha incontrato il suo “vero sport”: il kick boxing. Da lì Vittoria di nome e di fatto. Nel 2013 ha vinto il Campionato Europeo Cadetti in Polonia e nel 2014 il Mondiale Cadetti a Rimini. Nel 2015 è arrivata seconda all’Europeo Junior di San Sebastian (Spagna), mentre nel 2016 ha vinto il Mondiale Junior a Dublino. Nel 2017 ha vinto l’Europeo Junior in Macedonia ed è arrivata seconda al Mondiale Senior in Ungheria a Budapest. Gareggia nella federazione Wako e il suo team, quando non indossa la divisa azzurra, è la Mvnera Trino. Chiacchierando con Vittoria, che sta affrontando come i suoi coetanei la temuta maturità, emerge uno spirito agguerrito che non si accontenta delle cose semplici, ma si pone obiettivi sempre più ambiziosi per poi raggiungere il vertice in qualsiasi attività.

Quando e perchè hai iniziato a praticare questo sport?

Per moltissimi anni ho fatto latino americano, poi un anno di calcio, ho praticato nuoto, un sacco di sport insomma. Una mia amica che facevano nuoto con me mi ha detto che contemporaneamente faceva anche kick boxing, che io non conoscevo assolutamente. Allora sono andata a provare con lei a undici anni e mi è piaciuto un sacco. Io ho iniziato, lei ha smesso e io invece ho continuato.

Cosa ti piace di più del tuo sport?

Mi piace perchè è uno sport di contatto, quindi individuale, però la squadra e il rapporto con l’allenatore fanno tanto. Io prediligo per me gli sport individuali, però comunque non sei mai solo. A combattere sei solo, ma gli altri fanno tanto. Poi mi piace l’ambiente generale.

Raccontami una tua giornata tipo nel periodo di gare

Nel periodo di gare mi sveglio la mattina e dipende: se è estate vado a correre di prima mattina, se è periodo scolastico prima di andare a scuola. Poi vado a scuola nel caso e quando torno a casa pranzo, studio e c’è l’allenamento pomeridiano, poi doccia, cena, si finisce di studiare, poi si va a dormire.

4. Quale è stata la tua vittoria più bella?

L’esperienza più bella è stata quella del Mondiale Senior in Ungheria, anche perché i tecnici mi hanno permesso di gareggiare con i senior un anno prima, rispetto all’ingresso normale dei 19 anni, io ne avevo 18 e ho partecipato. Quindi in un anno ho fatto, in un periodo di tre-quattro mesi, sia l’Europeo Junior sia il Mondiale Senior ed è stato fantastico.

Cosa è per te portare la divisa della Nazionale?

Vengo da una famiglia molto patriottica, quindi “l’amor di patria” e tutte queste belle cose hanno cresciuto me e mio fratello in queste prospettive. Mio fratello è in Marina e quindi siamo molto fieri, come di me che sono in Nazionale. È una cosa fantastica: da bambino guardi il calcio in televisione, guardi la Nazionale, e sogni, perché puoi solo sognare…

Alla tua età competere a livelli così alti deve richiedere molti sacrifici…Come vivi la cosa?

Avendo iniziato da piccina a fare sport, diventa più semplice, forse, organizzarsi. Non è sempre piacevole dover dire di sì ad una cosa e no ad un’altra, però se inizi da piccolo, impari presto ad organizzarti e se inizi un po’ più tardi devi avere voglia di organizzarti e fare incastrare le cose. Devo dire che sono fortunata perché il mio ragazzo si allena con me, facciamo lo stesso sport, sa quali sono i sacrifici, in cosa consiste la dieta, sa che non posso neanche mangiare il gelato quando voglio, e niente, sa come è l’ambiente quindi ci capiamo entrambi. I miei amici sono persone fantastiche, capiscono, anche non facendo questo sport, che ho delle priorità, ma cercano di fare cose che posso fare anch’io magari ad orari in cui posso arrivare, anche se un po’ in ritardo perché mi devo asciugare i capelli dopo la palestra e comunque cercano di rendermi tutto più facile.

C’è qualcuno a cui ti ispiri?

Sinceramente no. Mi ispiro da sola. Cerco di fare le cose al meglio, come penso facciano un po’ tutti. Cerco di fare le cose al meglio e se faccio una cosa ci credo. Se faccio una cosa voglio riuscire a farla, se è difficile mi piace, non sono una “super woman”, però mi piace la sfida con me stessa.

Quali sono i tuoi obiettivi sportivi futuri? Cosa ti piacerebbe fare “da grande”?

Nella carriera sportiva sono riuscita a vincere il titolo europeo e mondiale partendo dai cadetti e passando per gli junior, quindi vorrei riuscire a conquistare nel tempo Europeo e Mondiale anche senior. Questo sarebbe il sogno a livello sportivo. Mentre, per quanto riguarda la Vittoria fuori dalla palestra, io vorrei andare a studiare giurisprudenza il prossimo anno, questo sarebbe il mio sogno professionale.

Cosa rispondi a chi ti potrebbe dire che lo sport che pratichi “è roba da maschi”?

Posso dire a quelli che mi dicono che è “uno sport da maschi”, “è roba da maschi”, “sono botte” e simili che sì, si può pensare anche questo dello sport che pratico, però c’è da dire che le donne sono molto più agguerrite degli uomini il 90% delle volte. È uno sport che sta prendendo piede tantissimo tra le ragazze, le donne, nel genere femminile, diciamo. Sono felice perché le donne hanno tantissimo da dimostrare, non agli uomini o a chi sa chi, ma proprio a se stesse, perché sanno veramente dare tanto anche e soprattutto a livello sportivo.

La maturità…sei pronta?

Tesina pronta, continuo a girare e rigirare la scaletta perché voglio cercare di farla il meglio possibile. Quindi un po’ di ansia da tesina e da esame, normale penso per tutti. Si continuerà a studiare fino all’arrivo degli esami, spero davvero di passare tra i primi perché voglio veramente superare questa maturità, passarla al meglio e cercare di puntare alto e strappare quindi un bel voto.

di Deborah Villarboito

 

Rispondi