L’Italia e il Governo Conte che sa di triumvirato

I primi passi del quasi formato Governo Conte hanno smosso velocemente l’opinione nazionale e internazionale. Forse chiamarlo Governo Conte è riduttivo, siamo chiaramente alla triarchia: Conte è inclusivo e cauto, diplomatico; Salvini è duro, incisivo e decisionista; Di Maio è promettente, nel significato e tempo verbale del termine, promette. Così Conte al G7, primo appuntamento internazionale per il neo-nominato Premier, si schiera contemporaneamente con Trump, Putin, Merkel e Macron, impresa impensabile per chiunque, ma questo è il Governo del Cambiamento. Così emerge la prima linea diplomatica internazionale: dialogo con la Russia, Stati Uniti alleato fondamentale, e ferma permanenza all’interno delle logiche europee. Fin qui confuso, ma Salvini rende tutto piò chiaro qualche giorno più tardi: la nave Aquarius della ONG Sos Mediterranèe chiede un porto sicuro nel quale attraccare dopo aver prestato soccorso a 629 migranti, tra i quali anche donne e minori non accompagnati; a gestire il soccorso è il centro di Coordinamento dell’Mrcc a Roma, ma il Ministro dell’Interno blocca tutto, chiude i porti; dopo una giornata di tensioni diplomatiche con Malta è il Primo Ministro spagnolo Sanchez a “tornare umano” e assicurare un porto sicuro, come da diritto internazionale e marittimo, seppur lontano, alla nave. Salvini ha vinto, sotto il biasimo di Francia e Spagna. Ha ottenuto il primo concreto risultato della sua Legislatura, ha negato l’accesso ad alcuni migranti, sbattendo i pugni, come promesso. Null’altro aspettava l’elettorato, ma quali sono le conseguenze a lungo termine di questa politica? Difficile dirlo, ma la storia è chiara in merito. Negare un diritto fondamentale in nome di una popolazione stanca di sacrifici è già accaduto, le conseguenze sono state disastrose. Nel breve periodo ci possiamo aspettare solo un rapido aumento della tensione internazionale nei nostri confronti, che in un contesto globalizzato significa di conseguenza un forte irrigidimento dei mercati, del turismo, dei partner energetici, commerciali che oggi dominano il mondo. Certo Orban gioisce e appoggia Salvini, Le Pen anche. Siamo disposti ad avallare la possibilità di questo nuovo ordine europeo?
Nel frattempo, quasi a margine rispetto al nostro contesto nazionale, Donald Trump riesce nell’impresa di favorire e sottoscrivere l’accordo di denuclearizzazione della penisola coreana. Riflettiamo: Trump si candida ufficialmente al Nobel per la Pace mentre il nostro Governo nega il porto sicuro ad una ONG in soccorso di migranti; come sempre, pare che gli alleati oltreoceano siano anni luce avanti a noi.

di Federico Bodo

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