Che magia il concerto Motley Crue

Sono passati 13 anni dal giorno in cui ho visto i Motley Crue per la prima volta. Era il 12 giugno del 2005 a Bologna, all’Arena Parco Nord. L’emozione era palpabile, non pensavo li avrei mai visti dal vivo, invece poi da quel giorno sono tornati molte volte, ma all’epoca pensavamo non sarebbero mai più tornati. Eravamo tutti lì sotto il palco ad attendere di vederli arrivare. Non c’erano gli smartphone, le storie di Instagram e i selfie. Avevamo macchine fotografiche digitali, macchinette usa e getta e telefonini che si chiudevano a conchiglia e che non prendevano bene se c’era troppa gente intorno. Parlavamo e scattavano foto ricordo, qualcuno era già iscritto a Myspace oppure a forum specializzati. Non c’era Facebook. Forse eravamo tutti un po’ più autentici. Ci credevamo tutti un po’ di più. A cosa? Ai sogni. E i quattro rocker americani incarnavano ai nostri occhi il sogno nella maniera più assoluta. Avevano inciso dischi incredibili, girato videoclip milionari, sposato le donne più belle del mondo, sfasciato camere d’albergo, scritto un libro di memorie leggendario e stavano lì davanti a noi a suonarci la colonna sonora della nostra adolescenza. Della nostra vita. Quanto si va a un concerto si assiste ad una sorta di rito pagano in cui si muore e si rinasce. E’ stato così per i Motley Crue, e sarà così per molte altre Band che oltre a farti divertire e saltare cantare a squarciagola, ti smuovono qualcosa dentro. Questo del 2005 rimarrà il concerto a cui tengo di più anche per una serie di eventi che si sono intrecciati ad esso. E voi? Raccontatemi i vostri concerti.

di Olivia Balzar

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