L’ospite è sacro

Se sei a tavola e non fai parte della famiglia, la prima porzione è per te. E sarà così per l’antipasto, il primo, il secondo, il contorno, il dolce, il caffè, l’ammazzacaffè. E il vino, naturalmente. Se entri in un negozio qualsiasi e sentono che il tuo accento non è del luogo, la gentilezza spunterà anche da una giornata nuvolosa. E no, se con te c’è chi è del luogo, non si offenderà se il trattamento sarà un pochino diverso. Questo è il Centro, bellezze. L’ospite è sacro e non puzza dopo tre giorni. A dire il vero, al Nord, puzza anche dopo pochi secondi. L’ospite, il forestiero, lo straniero viene visto come un invasore, come uno sconosciuto, come qualcuno che si è permesso di varcare il sacro Po. La diffidenza regna sovrana. E poi dicono che non ti capiscono, che il tuo accento è proprio strano. Diventi quasi lo zimbello, senza averne capito neanche il motivo a volte.

Forse è pure colpa degli stereotipi. Dei film. Tipo Totò e Peppino a Milano con il colbacco. Chissà. Fatto sta che il Nord non si mostra molto accogliente. Anzi, la puzza sotto il naso fa la sua comparsa più che di solito. Forse dipende dal fatto che al Nord sono convinti di poter fare tutto da soli, di avere le risorse per andare avanti da soli. Insomma, non serve qualcuno venuto da lontano. Al Centro, invece, si sono abituati con i pellegrini che facevano la spola per Roma da qualsiasi luogo. Si sono abituati ad accogliere. Sono diventati maggiormente empatici. E non fanno differenze se arrivi dall’Alta o dalla Bassa Italia. Se sei a casa loro, ci tengono che tutto sia perfetto. Che tu ti senta coccolato. Anche senza azzardare previsioni su un tuo ritorno. I pellegrini andavano e venivano, difficilmente si fermavano più di una notte o di qualche ora. Che fosse nella locanda o in trattoria.

Al Nord, rifacendo l’esempio dell’inizio, i riguardi per te ospite sono di meno a tavola. Non è detto che berrai per primo. O che il tuo sarà il primo piatto a venire riempito. Potresti essere l’ultimo o potresti dover fare da te. Perché, dai, “ormai è grande e può servirsi da solo” il signorino. Non è neanche mancanza di rispetto, è proprio abitudine a starsene di più per i fatti propri. Tanto che l’ospite è una scocciatura, è un cambiamento della tua routine. È il rallentamento della produttività lavorativa perché si deve mangiare in fretta e l’ospite, invece, indugia. Facendo domande.

Credo che la frase ‘l’ospite è sacro’ possa essere nata proprio dai passaggi dei pellegrini. Che andavano dal Papa. E che dunque più sacri di così non potevano essere. Chi invece passava dal Nord, al massimo, stava uscendo dall’Italia o arrivava da una terra straniera (e dunque, ostile). Dunque, che bisogno c’era di trattarlo con i guanti bianchi?

di Alessandro Pignatelli

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