Il nuovo turismo è esperienza unica

Turismo esperienziale, viaggio all’interno di luoghi, sapori e odori mai sentiti prima. È il nuovo trend del viaggiatore moderno. Chi non va più alla ricerca solo di un’evasione dalla routine di tutti i giorni, ma quasi alla ricerca di se stesso. E non è filosofia spicciola. Sono i Millenials coloro che sono stati folgorati sulla strada dell’esperienza nuova a tutti i costi, convinti che ormai si sappia e si sia vissuto tutto. A caccia di novità sempre diverse benché, come vedremo, spesso sono un ritorno alle origini.

Niente viaggi standard e turismo di massa, niente città invase, ma la personalizzazione del turismo. Il viaggiatore di oggi non è colui che carica in macchina i bagagli, si fa ore e ore in coda in autostrada e poi soggiorna in uno degli alberghi della riviera. No, cerca nuove culture, conoscenze diverse, vuole riscoprire le tradizioni del luogo in cui si sposta. Si vuole confondere nella vita degli abitanti, almeno per un po’. Nascosto in una vigna piuttosto che in un agriturismo. È vero che le foto delle location esclusive impazzano sui social, ma siamo già a una nuova fase. Il voler tornare a casa con qualcosa di più tangibile dell’invidia degli amici. Un’attività o un’esperienza che gli ha permesso di scoprire qualcosa del luogo in cui è stato e dei suoi abitanti.

Le strutture si adeguano. Le aziende che operano nel turismo sono attente al nuovo trend e offrono ciò che il viaggiatore esperienziale cerca disperatamente. Personalizzazione, dunque, perché altrimenti si chiude. Chi cerca, acquisterà se ha la sensazione di aver trovato. Non la camera, la destinazione o il risparmio economico, ma qualcosa che differenzi dagli altri competitor. Le esperienze, appunto. Chi viene in Italia, si sa, apprezza il nostro Paese per i tour culturali, quelli enogastronomici, le lezioni di cucina e le attività sportive all’aperto. Un esempio: il piccolo agriturismo toscano, per emergere, offre la possibilità di partecipare a lezioni di cucina con piatti della tradizione, di dormire sul fieno, di degustare il calice di vino direttamente nella vigna o di fare la vendemmia. L’ospite, come fosse un gioco di ruolo, si ritrova a essere agricoltore o cuoco.

Il guadagno, ovvio, è anche per l’azienda. Che fa conoscere le sue peculiarità. Il turista diventa uno del posto. Ma ci sono infinite possibilità. Chi viaggia con bambini al seguito, può offrire un’ambientazione della camera come fossimo in un cartone animato, la possibilità di vivere a contatto con gli animali per divertimento e per imparare. Per le aziende, l’importante non è offrire ciò che ci si aspetterebbe, ma ciò che il turista non potrebbe vivere in altri posti, ma soltanto lì. Il turista deve essere colpito ed emozionato, deve sapere che l’esperienza vissuta resterà unica.

di Alessandro Pignatelli

 

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