Johnny il re dei cocktail in gara per il premio strega

La sua mission personale è quella di regalare alle persone un’esperienza di relax, un vero e proprio momento fuori dal tempo, in cui tutto si annulla; e in quella quotidianità trovare un estratto di straordinarietà.
È questo l’obiettivo che muove le mani di Jonathan Bergamasco quando prepara i suoi cocktail. Jonathan è oggi uno dei cinque finalisti della quarta edizione del Premio Strega Mixology, in gara per quello che diventerà il cocktail ufficiale del Letterario Premio Strega.
“Ho partecipato al contest con una leggerezza incredibile. Non ho pagine di curriculum da mostrare, non ho inviato il video di presentazione richiesto al momento dell’iscrizione: non avevo, insomma, quei requisiti che ti fanno sperare di essere per lo meno selezionato. A differenza delle altre competizioni a cui ho partecipato – racconta Jonathan -, mi sono candidato per lo Strega Mixology senza alcuna speranza, senza nemmeno dirlo ai miei amici”.
Per caso. Esattamente come inizia tutto ciò che poi si rivela essere destino, esattamente come ha iniziato il lavoro da barman: “In realtà avrei voluto cucinare, mondo nel quale mi sono anche scolasticamente formato. Dieci anni fa, poi, arrivò casualmente una proposta di lavoro in un bar di Novara, dove mi insegnarono a fare i cocktail base. Insegnamento che mi servì anche successivamente, quando andai a lavorare in una discoteca. La sfumatura particolare di questo percorso professionale è che ho sempre fatto tutto pensando che, comunque, non sarebbe mai stato il lavoro della mia vita. Un pensiero che, lo ammetto, ho avuto fino a non molto tempo fa. Mi sa che ora devo mettermi l’anima in pace – scherza il barman -, tutto mi dice che sono sulla strada giusta, l’unica che avrei dovuto percorrere. A dirmelo è soprattutto la stima che ricevo dai nostri clienti (Jonathan lavora al bar “Imperiale” insieme a Luca Impellizzeri, ndr) e che usufruiscono dei nostri servizi proprio perché riconoscono la qualità dei prodotti, che negli anni abbiamo puntato sempre e solo a migliorare, e le capacità con cui vengono utilizzati, motivo per cui sono anche ben predisposti a referenziarci”.
Il Premio Strega Mixology nasce nel 2014 nell’ambito del Letterario Premio Strega (giunto alla sua 72ima edizione): sarà proprio durante la finale dell’ambito premio per gli scrittori che i cinque barman si sfideranno, giudicati da una giuria tecnica e popolare che eleggerà il miglior cocktail in gara. L’appuntamento è giovedì 5 luglio nella cornice del Ninfeo di Villa Giulia, a Roma; il cocktail con cui Jonathan sfiderà gli altri quattro partecipanti si chiama “Ancora una volta”, un drink dal sapore fresco, perfettamente estivo, con quella sfumatura dolce che sa accarezzare dolcemente il palato per rendere il gusto il più equilibrato possibile, abbracciando sinuosamente il momento dell’happy hour. Gli ingredienti vanno – ovviamente – dal Liquore Strega al Gin Tanqueray ten, dal succo di limone al miele di ginepro (“Honey Mix Dzenevrà”) fino all’utilizzo delle foglie di menta. A completare l’opera, un ciuffo di menta fresca e uno zest di limone a fare da garnish, il giusto bicchiere (un Tumbler basso) e la tecnica tra le mani del barista per la preparazione, la “Shake & Double Strain”.
“Per ideare i cocktail con cui ho partecipato alle scorse competizioni ci ho messo anche due settimane: per ‘Ancora una volta’, invece, mi è bastato un martedì mattina. Questo per sottolineare con quanta leggerezza mi sia inizialmente approcciato a questo concorso, anche se per dare vita al cocktail ho comunque studiato la composizione del liquore ‘Strega’ e tutto ciò che concerne la chimica di un drink, cosa da fare ogni volta che si propone una bevanda indipendentemente dai concorsi. La leggerezza, comunque, è svanita non appena sono stato avvisato di essere stato selezionato per i finalisti…”.
Esperienza: è questo il termine a cui Jonathan vuole legare questo importante momento professionale e personale. “Sì, perché non mento nel dire che non sto partecipando per vincere: innanzitutto scegliere di iscrivermi allo Strega Mixology mi ha permesso di ideare un cocktail che proporrò ai clienti. In più, mi ha dato modo di riflettere su quella che è stata la mia vita ed è sempre qualcosa di emozionante: nel drink, infatti, ho inserito il miele poiché è per me legato a un ricordo d’infanzia relativo alle bevande che si preparavano appunto con il miele. Non solo: la competizione ci ha dato modo di leggere uno dei 71 libri premiati negli anni per trovare l’ispirazione. Io ho scelto ‘La strada per Roma’ di Paolo Volponi (premio Strega nel ‘91, ndr), nel quale mi sono ritrovato molto. Uno degli aspetti che più mi piace dello Strega Mixology – conclude Jonathan – è che gli stessi organizzatori sono stati capaci di creare un clima cordiale e non competitivo: questo ha permesso a noi finalisti di entrare in empatia, di stringere amicizie. È a questo che dovrebbero servire le competizioni: a crescere insieme”.

di Sabrina Falanga

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