La vera bellezza è quella che troviamo ovunque

La vera bellezza è quella che troviamo ovunque

27 Giugno 2018 0 Di il cosmo

Per lei non andare mai contro cuore significa “seguire sempre la voce del proprio istinto, che si muove sulla base delle nostre passioni e dei nostri sogni. E farlo, soprattutto, per far star bene sia noi stessi sia gli altri, per donare un sorriso in più alle persone che abbiamo intorno”.
Lei è Silvia Sannino, 26 anni. Mani espressive, tono di voce dolce. Occhi comunicativi, spesso emozionati mentre racconta quella che è stato il suo percorso fino a oggi: un percorso che ha portato Silvia a volersi bene. A rispettarsi. Ed è passata dall’essere una ragazza affetta da disturbi alimentari a una modella curvy (la moda dalle linee morbide, dalla taglia 46 in su, ndr). Non è cambiato, insomma, il focus: il suo corpo. Ma se prima, il suo fisico, era ciò su cui scagliava rabbia e paure, oggi è un involucro da amare attraverso il quale mandare messaggi importanti.
Il percorso alimentare che racconta Silvia è scandito da due momenti: prima lo sviluppo del binge eating disorder (un disturbo da alimentazione incontrollata caratterizzato da ingestione compulsiva, ndr) e poi della bulimia (una patologia che prevede grandi abbuffate e tecniche compensatorie, in genere il vomito autoindotto, ndr). “Sono stata aiutata in tempo: chi mi stava accanto era a conoscenza del mio problema e ha cercato di riportarmi alla vita. Non andavo più a scuola, non avevo amici e vivevo una relazione malsana. È stato un anno e mezzo in cui mi sono completamente annullata. Avevo il vuoto dentro, un vuoto che cercavo di colmare con il cibo”.
Non aveva fame di cibo, insomma: Silvia aveva fame di vita. “Ricominciai proprio da quello che avevo abbandonato: mi iscrissi nuovamente a scuola per prendere il diploma e – sottolinea – in soli tre mesi recuperai tutto ciò che avevo lasciato indietro nella didattica. Il titolo della mia tesina, quasi fosse un segnale, era ‘Moda, Fotografia e Realtà’: tutto quello di cui mi nutro oggi, insomma. Ero determinata a diventare una nuova persona: ambiziosa, capace. Semplicemente viva”. Durante la ripresa, a Silvia nascono nella mente progetti personali e lavorativi. “Per soffrire così tanto ci sarà pure una motivazione. Ed è stato in quel momento che ho capito cosa avrei dovuto fare: trasformare il mio dolore e renderlo una missione”.
È il 23 agosto 2014, quando Silvia dà vita al gruppo Facebook ‘Curvy Girlz e progetto #NoSizeZero’. “Questa pagina nasce perché in quel periodo della mia vita avevo un grande bisogno di riscattare il mio dolore, innanzitutto. Ma anche di aiutare tutte quelle ragazze che non trovano un equilibrio con se stesse. Volevo mandare dei messaggi, volevo gridare al mondo che la mia storia di malessere non era fine a se stessa ma – spiega Silvia – poteva essere un esempio. Obiettivi che ancora oggi perseguo e che mi muoveranno anche in futuro”. Grazie al portale, la ragazza inizia a essere contattata da diverse giovani che fin da subito capiscono ciò che la spinge: “C’è chi appoggia la causa, chi chiede aiuto. La stessa cosa accade oggi ed è la parte più bella di questo progetto: ho veramente tantissimi contatti, di adolescenti e donne intenzionate a fare parte, nelle maniere più differenti, della nostra comunità. Con alcune di loro si è iniziato a organizzare le sfilate: salgono in passerella, mi aiutano a preparare gli show, mi stanno accanto, mi sostengono. E io – dice – lo faccio per loro, che sono le ‘mie’ ragazze, e lo faccio per me: perché mi sono promessa di amarmi e di non permettere ad altri di soffrire come è capitato a me. Sono cresciuta in questi anni, dalla prima sfilata che ho organizzato all’ultima, a quella che andrà in scena: mi sento profondamente cambiata, finalmente sicura di me stessa, certa degli obiettivi che voglio raggiungere. Tra questi: continuare a dare vita a queste sfilate poiché mi aiutano a fare beneficenza ad associazioni che combattono la violenza sulle donne e i disturbi alimentari e, molto importante per me, trasformare il mio gruppo in una vera e propria associazione”.
Oggi Silvia collabora con la Miroglio Fashion, un nome che racchiude alcuni dei marchi più prestigiosi del mondo della moda: Elena Mirò, Fiorella Rubino, Krizia, Caractere; porta avanti il progetto #NoSizeZero (traduzione: no alla taglia zero) anche grazie all’Associazione che ha fondato, la “BeYourSelf” (nata ufficialmente il 14 febbraio scorso) e sta lavorando a un progetto in collaborazione con “Casa Alessia Onlus” per la realizzazione di un calendario degli associati di “BeYourSelf”, a oggi più di trenta, e il cui ricavato, insieme a quello di altri eventi, andrà in beneficenza per la realizzazione di un forno per il pane per le donne del Burundi in Africa Orientale.
Ma, soprattutto, oggi Silvia si vuole bene. E ha un nuovo concetto di ‘bellezza’: “E’ vita e la vita è bellezza. Ogni evento, anche quelli apparentemente insignificanti, ogni incontro, contengono e regalano la bellezza dell’esistenza. Mi chiedo spesso – rimarca – come e cosa sarei, oggi, se non avessi vissuto tutto quel dolore, se non avessi provato quell’immenso vuoto: io credo che nulla accada per caso e che, probabilmente, era doveroso che accadesse. Perché solo così ho scoperto la mia missione, nonché la mia ragione di vita”.

si Sabrina Falanga