Attenti al nome, mica vorrete uccidere il nonno?

Attenti al nome, mica vorrete uccidere il nonno?

28 Giugno 2018 0 Di il cosmo

Mio nonno si chiama Giorgio, come me. Condoglianze. Ma perché? Se siete del nord o del sud e vi siete trasferiti al Centro da poco, potrebbe capitarvi di avere questa surreale conversazione con un indigeno. Sì, il nome di un avo – il nonno in questo caso – da queste parti non si può dare a un discendente finché non è stata ufficializzata la dipartita del primo. Se quindi state per partorire e un vostro parente è grave, senza speranze, ma voi volete a tutti i costi ricordarlo dando al nascituro il suo nome, potete fare due cose: cercare di tenervelo in pancia più a lungo o sperare che le sofferenze dell’altro siano veloci.

Al Nord o al Sud, invece, si passa sopra a queste cose. Se io voglio chiamare Giorgio mio figlio perché mio papà o mio suocero si chiama così, non è necessario che aspetti che tiri le cuoia. Può tranquillamente esserci in giro un discendente con il nome del nonnino pure se questi è serenamente impegnato a giocare a bocce al parco con gli amici. Al Centro, invece, è tassativamente vietato. Pare porti sfortuna. Insomma, stai affrettando la morte di un parente se osi chiamare nello stesso modo suo nipote. E gli strali arriverebbero tutti su di te. Così come gli sguardi imbarazzati degli altri familiari. E dello stesso avo, tuttora in vita, che si domanderebbe se sta sognando o se sta veramente mangiando le lasagne in famiglia. Certo, l’Alzheimer può anche fare brutti scherzi, ma dimenticarsi di essere deceduti è un po’ troppo.

Eppure, in Italia, è tradizione utilizzare quei 2-3 nomi che poi si tramandano di generazione in generazione. Anche se oggi ne esistono di svariati, da Chanel a Noemi, si preferisce proseguire con Francesco, Paola, Andrea, Giovanni, Giorgio. Ecco quindi che bisogna fare molta attenzione, camminare con i piedi di piombo perché questo è un terreno minato. Ci saranno le pretese della famiglia del padre, di quelle della madre. E i neo genitori, disperati, finiranno per chiamare il figlio con 5-6 nomi per accontentare tutti. Anche perché il secondo nome, qui al Centro, può essere tranquillamente quello di un familiare ancora in vita. Ecco perché poi alla fine ti ritrovi, magari, con una bambina che si chiama Paola Agata Giulia Filomena Roberta. Hai accontentato tutti. Benché, chissà, poi magari scopri che esiste una Paola tra i parenti, che non vedi mai, ma che c’è. Ed è in ottima salute. Perlomeno, era in ottima salute. Finché non hai deciso di lanciarle contro tutto il karma negativo dando a tua figlia proprio quel nome, Paola.
Ciao, mi chiamo Giorgio. Come mio nonno. Ma lui è ancora vivo. Solo che io vengo dal Nord.

Ciao Giorgio, che tradizioni barbare che avete in Alta Italia. Volete proprio male a vostro nonno.

di Alessandro Pignatelli