Calcio: Il Milan in attesa della sentenza Uefa

Momenti febbrili in casa Milan sotto lo scacco della Uefa. E’ imminente l’arrivo della sentenza che può cambiare il destino della società rossonera. Siamo agli sgoccioli dell’attesa ferale per il giudizio della camera giudicante dell’Uefa sul financial fair play. I pronostici sono tutti nella stessa direzione: probabilissima stangata. La previsione più accreditata è la seguente: un anno fuori dall’Europa League con l’impegno a verificare nella stagione successiva l’avvenuta modifica dello scenario societario, con l’aggiunta di una multa da 30 milioni che vuol dire una specie di mazzata indescrivibile, sottraendo al bilancio rossonero, già esiguo, oltre 50 milioni. A quel punto il ricorso al Tas di Losanna, da parte di Fassone e Mirabelli, diventerebbe indispensabile nella speranza che nel frattempo il quadro azionario del club sia diventato molto più chiaro e affidabile. E proprio su questo tavolo, anche le ultime ore del club hanno visto scenari mutevoli e con pochissime certezze, equamente divise tra Yonghong Li, il presunto nuovo acquirente, l’italo-americano Commisso, e il fondo Elliott come sempre sullo sfondo ma presente.Le novità più incoraggianti per il Milan, bispgnose però di conferme solide e certe, potrebbero giungere da New York e dalla terra a stelle e strisce, dove sono al lavoro, da una parte la delegazione di Yonghong Li, dall’altra due banche d’affari e due gruppi dell’imprenditoria yankee, interessati ad acquisire la maggioranza del club. Il piano del cinese, al fine di limitare al minimo i danni economici del proprio investimento, prevede uno sviluppo particolare. Quale? Facendo subentrare il socio americano con una quota del 30-40% subito, promettendogli la maggioranza nei mesi successivi e nel frattempo provando a monetizzare la sua percentuale con la quotazione alla borsa asiatica, che è poi il vecchio progetto originario del quale si son perse le tracce. A dare ascolto alle notizie provenienti dagli Usa il gruppo identificato nell’italo-americano Rocco Commisso, già intervenuto nel soccer di New York, è quello partito in grande vantaggio e che, grazie ai buoni uffici di Goldman Sachs, è in procinto di arrivare al closing dell’intesa. A marcare la differenza in milioni di euro (circa 150) con Richetts, la famiglia che ha espresso l’interesse ufficiale all’acquisto attraverso una nota di una agenzia di comunicazione italiana, c’è anche la valutazione del marchio Milan che secondo taluni uscirebbe ridimensionato anche dalla stangata dell’Uefa. Sullo sfondo della vicenda resterà a osservare il fondo americano Elliott nell’attesa dell’appuntamento del 10 luglio quando gli dovrà essere restituito il prestito dei 32 milioni. In attesa di un assetto societario rinnovato, tassello fondamentale per coltivare speranze nel segno del ricorso al Tas di Losanna, il popolo milanista attende la sentenza Uefa, in cuor suo, con l’aspettativa che il pronunciamento non sia così negativo e pesante.

di Franco Leonetti

foto Fanpage.it

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