Calore: come riconoscerlo e cosa fare

Sono tante le domande che i padroni di cani si fanno per quanto riguarda il ‘calore’: ci si chiede, ad esempio, a che età inizia ad andare in calore l’animale, come riconoscerlo ed eventualmente come agire e, infine, come capire quando finisce. Nonostante alcuni segnali a cui fare attenzione, c’è da sottolineare, comunque, che non esistono risposte univoche e universali poiché il calore è un periodo molto soggettivo per un cane.
Il primo dettaglio per riuscire a riconoscere il calore di un cane fin dalle prime manifestazioni, è quello relativo al suo ciclo riproduttivo: bisogna dunque imparare a conoscere il cosiddetto “ciclo estrale”, che si divide in quattro fasi la cui durata è variabile poiché soggettiva.
La prima fase si chiama “proestro” e si tratta della fase preparativa del vero e proprio calore: durante questo periodo compaiono le prime perdite di sangue ma il cane non è disponibile all’accoppiamento. Nonostante, quindi, le perdite ematiche e l’attrazione del cane maschio verso il cane femmina, quest’ultima non accetta di accoppiarsi. La fase proestro dura da un minimo di tre giorni fino a un massimo di venti, con una media di dieci.
La seconda fase si chiama “estro” ed è quella fertile: in questo momento sono generalmente terminate le perdite ematiche, anche se alcuni cani continuano ad averle, e la femmine si rende disponibile all’accoppiamento, cosa che dimostra sollevando la coda. Anche la fase estro ha un periodo variabile, la sua durata complessiva può variare tra i tre e i ventuno giorni, anche in questo caso con una media di dieci, ed è dal secondo giorno che inizia il periodo ideale per l’accoppiamento.
La terza fase è quella del “diestro”, dove c’è la gravidanza vera o fasulla. Per i cani che si sono accoppiati è la fase della gravidanza vera e propria, che ha una durata di sessanta giorni. Nei cani femmina che non si sono accoppiati può accadere il fenomeno della cosiddetta “falsa gravidanza” al novantesimo giorno, prodotta da un periodo simile dal punto di vista ormonale a una reale gestazione.
L’ultima fase si chiama “anestro” ed è quella del non calore. Si tratta del lungo periodo, che dura generalmente settantacinque giorni, nel corso del quale il cane femmina non attira i maschi e non si rende quindi disponibile all’accoppiamento.
Conosciute le fasi, è bene sapere alcuni dettagli del calore: un cane femmina, ad esempio, ha due calori in un anno ma alcuni possono averne anche uno solo. Così come è variabile la durata di ogni calore, lo è anche l’intervallo tra un calore e l’altro: si va dai quattro agli otto mesi e solo la conoscenza del proprio animale può aiutarci a riconoscere il giusto tempo.
Fondamentale è fare attenzione che l’intervallo tra un calore e l’altro sia sempre regolare di anno in anno: in caso contrario è bene consultare il proprio veterinario poiché uno scompenso più o meno grande potrebbe essere sintomo di problemi alle ovaie.
Altri dettagli a cui fare attenzione riguardano il comportamento del padrone rispetto al cane in calore: ad esempio, è bene evitare di lasciare un cane in calore in giardino da solo, perché potrebbe attirare i cani maschi e inevitabilmente capiterà che almeno un cane maschio entri nel giardino per accoppiarsi. Lo stesso principio vale durante la passeggiata quotidiana. Altro mito da sfatare riguarda le “mutande” per cani: durante il periodo di perdite ematiche, può essere utile l’uso delle “mutande” per evitare che sporchi per casa ma non servono per evitare gravidanze indesiderate. Inoltre, meglio evitarle durante la passeggiata perché potrebbero essere d’intralcio durante l’espletamento dei bisognini.

di Sabrina Falanga

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