Esame di maturità: una volta c’era pure educazione fisica

La storia degli esami di maturità in Italia: quante ne abbiamo passate, potremmo dire. In tutti i sensi. Tra sperimentazioni, cambiamenti, materie scritte e orali. Partiamo da una data significativa, la legge Boncompagni – Casati del 13 novembre del 1859. Venne praticamente istituita la licenza liceale. Non era prevista una prova finale. La commissione era composta dai docenti interni. Il tema è un’eredità dell’amplificatio dei gesuiti, del ‘600. Ossia, ampliare un testo d’autore. Le prove scritte e pratiche riguardano le materie previste, ma se c’è qualche insufficienza non si viene ammessi agli orali e bisogna riparare a ottobre. Gli orali riguardano tutte le materie. Per educazione fisica, ci sono prove pratiche da superare (quadro svedese, pertica e cavallo). Non solo cultura, dunque, ma anche esercizio. Per quel che riguarda i voti, solo nel 1896 nascerà il 6 politico. I diplomati, nel 1888/1889, saranno appena il 25% di chi ha sostenuto le prove conclusive.

Nel 1923 arriva la prima modifica all’esame di maturità, che resisterà fino al 1969. Prenderà il nome di ‘maturità storica’, legiferata da Gentile il il 6 maggio del 1923, con Regio Decreto numero numero 1054. Esiste la possibilità di venire ammessi o bocciati. Questo tipo di esame è stato abolito durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1946. I docenti sono esterni fino al 1948, quando si aggiungono alla commissione due membri interni. Nessuna variazione viene portata al tema e alle prove scritte. Così come agli orali e alle prove fisiche. I voti vengono dati in decimi in tutte le materie. Nel 1951/52 è decisamente salita la percentuale di promossi (71,6%).

Questo esame di maturità ‘resiste’ tanti anni, come detto, prima che arrivi ‘la vecchia maturità’, che andrà avanti fino al 1998. E’ la legge numero 2 Sullo a introdurla, il 15 febbraio del 1969. La commissione è composta dal presidente e quattro docenti esterni più un membro interno. Per il tema, tre sono comuni a tutti gli indirizzi, il quarto cambia a seconda della scuola. C’è una seconda materia scritta, che varia a seconda dell’indirizzo. Agli orali, si portano due materie, una scelta dall’alunno (con la possibilità che la commissione decida di cambiarla). Educazione fisica non è più materia degli esami. Il voto finale viene espresso in 60esimi, il minimo per la promozione è il 36. Il voto medio di questa maturità sarà 47,34, la percentuale di diplomati altissima (92,20%).

Nel 1999 si cambia nuovamente. Lo chiamano l’esame di Berlinguer perché viene istituito da Luigi Berlinguer con legge n.425 del 10 dicembre 1997. L’ammissione avviene d’ufficio, credito massimo 20 punti. La commissione è composta da un presidente, tre professori esterni e tre interni. Quattro le tipologie di scrittura per il tema, ci sono anche il saggio breve o articolo. Oltre a Italiano, c’è la seconda prova scritta diversa a seconda dell’indirizzo. Ma arriva anche una terza prova, otto tipi diversi, quiz, domande aperte. Agli orali si portano di nuovo tutte le materie. I voti sono in centesimi, minimo 60. Il massimo per gli scritti è 45, per gli orali 35. Il voto medio sarà 78,56. Percentuale diplomati: 93,4% proprio al primo anno del nuovo esame.

Dal 2000 al 2006 assistiamo all’esame ‘fatto in casa’. Non ci sono infatti più i docenti esterni, tranne il presidente di commissione. La percentuale di diplomati sale ancora: 97,26% nel 2003. Il nuovo esame è datato 2008 (legge Fioroni m.1961 del 16 dicembre 2006). Torna l’ammissione, con la media del sei. La commissione è composta da tre membri interni e tre esterni, più un presidente ogni due classi. Nel 2008 la percentuale di maturati è pari al 97,5%.

Nel 2011-2012 viene attuato il DPR 23 luglio 1998 n.323. Le tracce delle prove scritte vengono inviate via telematica alle commissioni, attraverso un sistema criptato a doppia chiave. Nel 2017, con Valeria Fedeli ministro dell’Istruzione, cambia di nuovo l’esame di Stato, valido dall’anno scolastico 2018/2019. Ci saranno due prove scritte e un colloquio orale che darà rilevanza all’esperienza dell’alternanza scuola – lavoro. Le prove Invalsi di Italiano, Matematica e Inglese valgono per l’ammissione. Serve la media del 6 in tutte le materie. Le prove scritte avranno una valutazione massima di 20 (prima era di 15), il colloquio passa a 20 (era 30). I crediti scolastici avranno il massimo di 40 punti invece che di 25.

 

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