Fragonara sulla versione di Greco: “Al Miur piacciono gli improperi degli studenti”

Aristotele! E si sparge il panico nei licei classici italiani. Il brano estratto dall’Etica Nicomachea ha obbligato i maturandi a un duro lavoro di traduzione dal greco all’italiano. Negli ultimi 40 anni, solo tre volte era uscito questo filosofo. L’ultima nel 2012. Angelo Fragonara, ex insegnante del Liceo Classico di Vercelli, per 40 anni è stato parte attiva del mondo della scuola come professore di Latino, Italiano e Storia. Resta un grande conoscitore anche oggi, pure del Greco. Così, dice la sua su Aristotele, confermando che ai maturandi poteva andare molto meglio, ma anche peggio.

“Cominciamo dicendo che, quando esce, Aristotele crea sempre un po’ di difficoltà. Non è tra i più frequentati nella prassi didattica classica. Sono più gettonati altri; tra i filosofi Platone; i filosofi, poi, solitamente vengono dopo gli oratori, come Demostene; infine, si punta soprattutto su post-classici, come Luciano, epoca greco-romana”. Insomma, al Classico, non è così tradotto Aristotele. Ma non è solo questo a rendere arduo avere a che fare con lui: “Aristotele, nelle sue lezioni, andava a braccio, seguendo degli appunti. Erano gli studenti che trascrivevano ed è dai loro scritti che vengono presi i testi proposti poi a scuola. Dunque, ci troviamo ad avere a che fare con una prosa improvvisata e, talvolta, trascritta non nel modo giusto”

Fragonara non è però totalmente negativo: “Nel 2012, uscì un brano ancora più problematico di Aristotele su forma e materia. Quest’anno, rispetto ad allora, possiamo parlare di una versione di media difficoltà. Non elevatissima, considerato che parliamo di Aristotele”. L’ex prof, andato in pensione nel 2010, aggiunge: “Il brano di quest’anno era un po’ lungo e non è che ci fossero considerazioni particolarmente brillanti da parte del filosofo. Parlava di amicizia tra uomini e nelle altre specie animali. Insomma, anche dopo aver finito la versione, gli studenti ci avranno trovato poco sugo, poca soddisfazione”.

Altra difficoltà che il Miur non ha considerato o forse sì: “Il greco di Aristotele, la sua grammatica si imparano in prima liceo. Poi, queste nozioni si dimenticano”. Il consiglio di Fragonara: “Se al ministero vogliono evitare improperi, inizino a diradare questo autore. Meglio un Isocrate, per esempio”.

Una prova di Greco, dunque, dalle difficoltà “medio-alte”, tutto compreso. Qualcuno ha ipotizzato che dal Miur vogliano dimostrare che non si è più capaci di tradurre dal greco e che, dunque, la materia vada abolita. Fragonara ricorda: “Parecchi anni fa, quando insegnavo, per tre anni consecutivi uscì Latino alla maturità. Si pensò che il Greco fosse destinato a sparire. Ma così non è stato. Io ho un altro sospetto: siccome la prova di Italiano aveva tutti titoli stimolanti, hanno cercato di sollecitare nei ragazzi anche il sentimento dell’amicizia, come antidoto alla solitudine. Solo che Aristotele ne dà una definizione quasi solo filosofica di questo sentimento, non sempre così solare e facile da interpretare per chi deve tradurre”.

C’è la possibilità che, vista la difficoltà della prova, in sede di correzione si usi un occhio più benevolo? “Alla fine, gli insegnanti pensano sempre alle difficoltà che possono aver trovato anche i loro studenti. Io credo che un errore vada sempre segnalato come tale, ma nelle valutazioni complessive potranno essere più leggeri. È come nelle gare di tuffi: va sempre tenuto conto del coefficiente di difficoltà. Sono quasi certo che la media nazionale della prova di Greco sarà piuttosto scarsa quest’anno, perciò spero che si usino un po’ di comprensione e di buon senso correggendo i compiti. I voti delle tre prove scritte non possono essere cambiati, sono scritti nel marmo. Le commissioni se lo ricordino”.

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