I colori dei tifosi ai Mondiali di Russia

Il Mondiale di Russia, nonostante sia appena al giro di boa delle competizioni, ha già impressionato. Sia per le performance di campo, sia per il folklore e le avventure variopinte dei tifosi sugli spalti, spesso molto gremiti. Ci sono tifoserie che hanno dato vita a storie interessanti, altre puramente di colore, altre decisamente educative. I sudamericani, per eccellenza, sono il manipolo più rumoroso, i brasiliani decorati con le cromie gialloro e verde sono i soliti portatori di “fiesta” e ritmi da ballare per le strade russe, gli argentini, sino ad ora depressi dai risultati sportivi, non mancano di farsi sentire, i colombiani, accompagnati anche da presenze storiche come gli ex campioni Higuita e Valderrama, hanno invaso Kazan sostenendo i loro beniamini con migliaia di presenze allo stadio e colorando di giallo ampi settori, il Perù già eliminato dal torneo, può contare su pochi tifosi, ma estremanente festosi e chiassosi, sempre pronti ad essere inquadrati dalle telecamenre. Panama, cenerentola sportiva dei Mondiali, sconfitta sì con un punteggio tennistico dall’Inghilterra, ha visto però i suoi supporter esplodere in un boato d’entusiasmo, per il primo gol segnato dalla nazionale centro americana ai mondiali, e allora, nonostante la durissima sconfitta, bandiere al cielo e canti per la rete siglata dal capitano Felipe Baloy, realizzato nella partita contro l’Inghilterra, gol che entra nella storia. I messicani, già ebbri di gioia prima dell’inizio del torneo, si godono la qualificazione della propria nazionale con una giornata d’anticipo, esplodendo sugli spalti con costumi variopinti e canti a non finire: e se la nazionale tricolore dovesse proseguire il suo cammino sono previsti ulteriori sbarchi in terra di Russia. E c’è anche una succosa curiosità: per caricare la squadra in vista dell’importante gara contro la Corea del Sud, vinta poi 2-1, quasi un centinaio di sostenitori della Nazionale messicana hanno deciso di radunarsi all’esterno dell’hotel di Rostov che ha ospitato i calciatori, intonando una vera e propria serenata. Cori e canzoni che non hanno lasciato indifferenti gli uomini di Osorio, che dopo essersi affacciati stupiti dai balconi delle camere dell’albergo, hanno pensato di scendere per ringraziare i tifosi per il sostegno. In campo non va benissimo ma sugli spalti desta impressione: l’Islanda si è letteralmente spopolata per seguire la propria nazionale di calcio sul grande palcoscenico internazionale. I tifosi che sono approdati in Russia, infatti, sarebbero circa 30.000, un numero impensabile, considerando che il totale degli abitanti del Paese si attesta attorno alle 340.000 unità: quasi il 10% della popolazione è in Russia per sostenere i propri ragazzi. Una cosa letteralmente pazzesca. I russi, giocando in casa, sono sempre pronti a riempire gli stadi e a festeggiare il risultato storico della qualificazione agli ottavi, cosa mai accaduta da quando la Russia si è slegata dall’Urss, curiosi i costumi tipici e i look che i padroni di casa sciorinano, mentre le tifoserie africane impressionano per colori forti, look dipinti total-body e copricapi bizzarri e voluminosi. Forse non vinceranno il campionato del mondo di calcio, ma i loro tifosi sono già diventati dei campioni in fatto di senso civico. Stiamo parlando dei supporter di Senegal e Giappone, due nazionali inserite nel girone H, entrambe vincitrici per 2-1 nelle loro partite di esordio al mondiale. Le tifoserie delle due compagini hanno dato una grande prova di civiltà e cultura Dopo aver incitato, ballato e festeggiato per le loro squadre, i Leoni d’Africa hanno raccolto tutti i rifiuti accumulati nei 90 minuti del match, stesso dicasi per i tifosi nipponici, che hanno accatastato cartacce e detriti, agevolando il lavoro del servizio di pulizia dello stadio. Una lezione di vita, e di civiltà che, ci si augura, possa dilagare in tutto il globo.

di Franco Leonetti

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